Incendi, Regioni in crisi sui roghi: si va verso una regia nazionale

Giovedì 12 Agosto 2021 di Simone Pierini
Incendi, brucia il sud Italia: roghi ancora attivi in Calabria e Sicilia. Canadair in arrivo dalla Francia

Continua a bruciare il Sud Italia, in questa estate dalle temperature impossibili che, tra oggi e domani, raggiungeranno il picco. “Lucifero” non molla e l’emergenza in Calabria e in Sicilia si fa ogni giorno più grave. Oggi arriverà nella zona di Reggio il responsabile della Protezione civile Fabrizio Curcio, per verificare la situazione degli incendi, guidare le operazioni di spegnimento e fare il punto sulla messa in sicurezza delle aree andate distrutte». «Vorremmo tanto che si parlasse di fiamme e roghi non soltanto ad agosto - ha dichiarato il capo del Dipartimento al Gr1 Rai - La regionalizzazione dei piani anti incendio non funziona, serve una regia nazionale. Siamo disponibili a partecipare a un tavolo per cambiare la legge». 

L’Aspromonte in fiamme, le faggete protette dall’Unesco, distrutte, i cittadini costretti ad abbandonare le proprie case, migliaia di animali morti nei roghi: un patrimonio immenso che ha fatto chiedere alla giunta regionale la dichiarazione dello stato di emergenza e l’intervento del Governo. E in serata il premier Draghi ha telefonato al sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, per assicurargli la vicinanza dello Stato e il dolore per le vittime. «Il presidente del Consiglio - ha spiegato il primo cittadino - ha garantito pieno sostegno alla nostra comunità e all’intera Calabria. Abbiamo condiviso risarcimenti per le comunità colpite dagli incendi, piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e il rimboschimento delle aree verdi distrutte».

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L'allerta meteo

In questa situazione già parecchio drammatica, l’allerta meteo non aiuta. Per ogni incendio che viene spento se ne attivano molti altri, e quasi tutti per mano dell’uomo. «Le fiamme sono partite dalle colline di Reggio Calabria - spiega Francesco Bevilacqua, avvocato, ex responsabile del Wwf locale - e non c’è stato un intervento tempestivo. Il fuoco si è diffuso nella macchia e da lì è stato impossibile recuperare. Sono troppo pochi gli uomini destinati agli interventi, tanti vicino alla pensione, la flotta aerea è insufficiente, andrebbe cambiato tutto».

Stesse scene si stanno vivendo nella pineta a ridosso di Catanzaro e poi in Sicilia, nella provincia di Palermo. A essere colpite, ancora una volta, le montagne delle Madonie. Per tutta la notte vigili del fuoco, forestali e operatori della protezione civile hanno cercato di proteggere aziende e abitazioni. Mentre il sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, ha fatto la conta dei danni: una decina di cittadini intossicati e più di cento persone evacuate. «Siamo stati sotto attacco - ha sottolineato -. Non si capisce perché, ma le Madonie sono state colpite in modo chiaro. Alle favole crediamo quando siamo piccoli». A Linguaglossa, in provincia di Catania, un’area boschiva a ridosso del parco dell’Etna è stata divorata dal fuoco. Intanto a Pergusa, in provincia di Enna, le fiamme hanno raggiunto la riserva naturale. Almeno sei i punti dai quali il fuoco si è sviluppato avvolgendo tutta la conca pergusina. E nel siracusano stanno lambendo una Rsa per gli anziani.

In Russia

L’emergenza, comunque, è ormai globale. Il clima impazzito scatena incendi dove prima c’era il ghiaccio e, in queste ora, quello che è stato definito uno dei roghi più grandi della storia, sta distruggendo la Siberia, mentre le fiamme si stanno avvicinando al Polo Nord.

 

Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA