Ostia, fuochi d’artificio per la morte del boss “Barboncino”: il capoclan era vicino a Diabolik

Domenica 27 Marzo 2022 di Mirko Polisano
Ostia, fuochi d artificio per la morte del boss Barboncino : il capoclan era vicino a Diabolik

Fuochi d’artificio per il boss morto. C’è chi ha festeggiato a piazza Gasparri la scomparsa di Marco Esposito, detto “Barboncino”, il capoclan vicino a Diabolik considerato l’elemento di spicco del gruppo degli “Emergenti” quelli che volevano sfilare la corona da re dello spaccio dalle teste degli Spada e dei Fasciani. E ora gli equilibri di quella “pax criminale” sul mare di Roma, sancita anche dal summit di Grottaferrata tra Fabrizio Piscitelli “El Diablo”, capoultrà della Lazio ucciso al parco degli Acquedotti nell’agosto del 2019, e dai Casamonica rischiano di traballare e nuovi scenari potrebbero delinearsi nello scacchiere criminale di Ostia.  

È da poco passata la mezzanotte, nel giorno in cui è venuto a mancare - forse stroncato da un infarto - “Barboncino” e qualcuno a Ostia Nuova festeggia - in stile Gomorra - con i fuochi d’artificio. Non una novità da queste parti: un messaggio in codice per la criminalità, visto che nel gergo malavitoso vengono esplosi quando arriva un carico di droga da spartirsi, ma anche per arresti eccellenti o quando i proiettili colpiscono i pezzi da novanta. Fu così nel 2011, dopo il duplice omicidio di “Baficchio” e “Sorcanera”: i cadaveri di Franco Antonini e Giovanni Galleoni erano stati da poco rimossi dal marciapiede di via Forni quando nelle vicinanze partì una batteria di fuochi d’artificio. Era il modo di festeggiare una vittoria degli Spada sulla famiglia dei Baficchi, i nemici di sempre. Nella notte, tra venerdì e sabato il copione si è ripetuto quando nel quartiere si è appresa la morte di Marco Esposito alias “Barboncino”, l’amico di Diabolik ma soprattutto il rivale di sempre proprio degli Spada. Colui che aveva sfidato gli “zingari” facendo assaggiare a uno di loro il sapore del piombo. Nel luglio del 2013 lancia la sfida agli Spada sparando a una gamba Ottavio Spada. 

Un atto di guerra, uno «sgarro» che il clan sinti non gli ha mai perdonato. Dopo gli arresti del clan Spada, “Barboncino” si allea con la camorra, avendo vincoli di sangue con il “napoletani di Acilia” e tenta la scalata per la conquista del feudo di piazza Gasparri dove inizia a gestire il traffico di droga, prima di finire anche lui in carcere nella maxi operazione “Eclissi” portata a termine dai carabinieri del Gruppo Ostia, all’epoca guidati dal colonnello Pasqualino Toscani. Alcuni interrogativi restano aperti: chi ha organizzato i fuochi d’artificio per “festeggiare” la morte di Esposito? L’episodio ha chiamato in causa anche gli agenti della polizia di Ostia - allertati da qualcuno - che si sono recati sul posto per capire cosa stesse accadendo ma all’arrivo delle volanti qualcuno ha bruscamente interrotto lo show. La dipartita di Barboncino potrebbe fare aprire una nuova stagione di sangue sul litorale, nonostante le famiglie storiche siano state «decapitate» con i vertici assicurati alla giustizia. Nello scacchiere criminale compaiono ancora gli eredi degli Spada e i “napoletani di Acilia”. Intanto, domani per i funerali di Barboncino la Questura di Roma sta vagliando un piano di “sorveglianza riservata” sulle esequie. 

Ultimo aggiornamento: 11:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA