Salento, pugni, morsi e bottigliate in testa alla compagna: «Sei stata con un altro uomo». Salvata dalla Polizia

Sabato 25 Settembre 2021 di Paola Ancora
Salento, pugni, morsi e bottigliate in testa alla compagna: «Sei stata con un altro uomo». Salvata dalla Polizia

Dormiva, in stato di semi-incoscienza, con labbro e naso insanguinati, con un forte trauma al naso e alla testa, accanto al suo aguzzino. Dormiva, fra le lenzuola intrise del suo sangue, i muri sporchi, la stanza messa a soqquadro dalla furia violenta del 27enne L.B., il suo ragazzo. Poi alla sua porta hanno bussato i poliziotti della sezione Volanti, l'hanno svegliata, accolta, protetta e solo al tavolo della cucina, con gli uomini in divisa, Maria - il nome è di fantasia per tutelare la vittima - si è sciolta in un pianto liberatorio raccontando tutto: le violenze ripetute, i pugni ricevuti in primavera e poi in estate da chi diceva che l'avrebbe amata, la paura di denunciarlo. Ha raccontato di essere stata aggredita poche ore prima perché L.B., accecato dalla gelosia, si era convinto che lei avesse trascorso la notte fuori, con un altro uomo: non le aveva creduto, quando gli aveva detto che alla sua auto erano scoppiati due pneumatici ed era stata costretta a chiedere aiuto a una persona che conosceva. E aveva preso a picchiarla, sempre più selvaggiamente. Prima con le mani, poi con una bottiglia di vino vuota, colpendola alla gamba destra, al braccio, alla testa.

 

La richiesta di aiuto

 

Le urla di Maria non sono fortunatamente cadute nel vuoto dell'indifferenza. Un giovane vicino, allarmato, ha composto il 113 e chiesto aiuto. All'arrivo al quarto piano della palazzina al rione Castromediano, fra Lecce e Cavallino, gli agenti hanno dovuto ripetutamente bussare alla porta prima di veder comparire una donna, una coinquilina della coppia. Racconta di aver sentito anche lei delle urla, indica la stanza dove Maria e L.B si trovano. E a quel punto, aprendo la porta sull'orrore vissuto da questa ennesima vittima di violenza, i poliziotti l'hanno salvata: li hanno trovati entrambi addormentati, hanno convinto Maria a raggiungerli in cucina, barcollante com'era e hanno raccolto le sue parole, la sua storia, trovandone riscontro. 

Solo più tardi si L.B. si è svegliato. Anche davanti agli agenti di Polizia ha conservato un fare altezzoso, ha negato di aver mai picchiato Maria, ha detto che il sangue e le ferite erano stati causati da un incidente d'auto che la donna aveva avuto quel pomeriggio, nonostante indossasse ancora una maglietta piena del sangue della donna. Alla luce dei «gravissimi indizi di colpevolezza» - così ha scritto il pubblico ministero Maria Vallefuoco nella richiesta di convalida dell'arresto in flagranza -, dei precedenti penali e del fatto che l'uomo fosse già sottoposto a una misura cautelare, è stato disposto il trasferimento del 27enne nel carcere di Borgo San Nicola. L'uomo è difeso dall'avvocato Rita Ciccarese. 

La donna, invece, trasportata all'ospedale Vito Fazzi di Lecce da un'ambulanza del 118 dovrà essere sottoposta a un intervento chirurgico per i traumi riportati al naso e alla testa: si trova ora ricoverata in prognosi riservata. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 20:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA