Saman Abbas, il padre della 18enne al giudice: «Mia figlia è viva». Per estrarre il cadavere ci vorrano giorni

Shabbar era con l'avvocato al quale sono stati concessi sette giorni per prendere visione della documentazione arrivata dall'Italia, che ne ha chiesto l'estradizione

Saman Abbas, il padre al giudice: «Mia figlia è viva»
​Saman Abbas, il padre al giudice: «Mia figlia è viva»
Giovedì 24 Novembre 2022, 14:31 - Ultimo agg. 25 Novembre, 11:00
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«Saman è viva». È quanto avrebbe detto al giudice Shabbar Abbas, il padre della 18enne scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 da Novellara. È quanto si apprende dell'udienza che si è conclusa a Islamabad. Shabbar è accusato dalla Procura di Reggio Emilia, diretta dal procuratore Gaetano Calogero Paci e dai carabinieri di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere in concorso con altri quattro familiari. Shabbar era con l'avvocato al quale sono stati concessi sette giorni per prendere visione della documentazione arrivata dall'Italia, che ne ha chiesto l'estradizione.

Saman Abbas, il recupero della salma

È ripreso questa mattina il sopralluogo dei periti nel luogo dove potrebbe essere sepolta Saman Abbas. Vanno avanti anche le operazioni del recupero del cadavere che si trova in una buca, a una profondità di oltre due metri. Il corpo è stato trovato venerdì in un edificio diroccato non lontano dalla casa dove viveva la famiglia della 18enne pachistana.

Per estrarre il cadavere ci vorrano giorni

Ci vorranno ancora alcuni giorni prima di estrarre il cadavere trovato a Novellara, che si presume appartenga a Saman, la 18enne pachistana scomparsa dal 30 aprile 2021 e che sarebbe stata uccisa dalla famiglia. Dopo il sopralluogo di ieri pomeriggio dopo l'udienza di conferimento dell'incarico, oggi è stata la prima vera giornata di lavoro per le operazioni di esumazione, cominciate poco dopo le 11.30 nel casolare diroccato dove è stato rinvenuto il corpo. Sul posto i periti nominato dal tribunale, l'anatomopatologa Cristina Cattaneo e l'archeologo forense Dominic Salsarola assieme alla presidente della Corte d'Assise, Cristina Beretti. Presenti anche il procuratore capo Calogero Gaetano Paci e il pm titolare dell'inchiesta, Laura Galli. Con loro anche gli altri consulenti di parte nominati dalle difese, tra cui Marzio Massimiliano Capra - noto per essere stato il genetista della difesa di Massimo Bossetti nel caso dell'omicidio di Yara Gambirasio (al quale hanno lavorato anche gli stessi esperti Cattaneo e Salsarola) - ingaggiato dall'avvocato Mariagrazia Petrelli che difende Ikram Ijaz, uno dei cugini di Saman. Le operazioni, tra cui il prelievo di terreno che dovrà essere analizzato e interventi propedeutici alla esumazione del corpo anche con setacci e appositi strumenti per non rovinare ed inquinare la salma, sono proseguite nel pomeriggio e riprenderanno domattina. Ci vorranno però alcuni giorni, vista la delicatezza del lavoro, per portare definitivamente in superficie il cadavere, interrato a circa tre metri di profondità sotto uno strato di detriti e macerie del rudere abbandonato. Il corpo sarà infine portato all'Università di Milano dove verranno svolti gli accertamenti medico-legali sulla morte.

Continuano le ricerche della madre di Saman

La polizia federale pachistana ha informato l'ufficiale di collegamento che stanno continuando le ricerche di Nazia Shaheen, la madre di Saman Abbas, latitante dal primo maggio 2021. È quanto emerso a margine dell'udienza a Islamabad per Shabbar Abbas, marito della donna e padre della 18enne scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) e che gli inquirenti sono convinti sia stata uccisa dai familiari.

L'avvocato dello zio: «Danish ha collaborato»

«La collaborazione di Danish c'è stata e lo dice l'atto del verbale di rinvenimento del cadavere, con la sua presenza in loco, messo a disposizione stamattina dalla Procura per noi difensori». L'avvocato Liborio Cataliotti conferma che è stato il suo assistito Danish Hasnain a indicare il luogo dell'occultamento del corpo - che si presume appartenere a Saman - venerdì scorso a Novellara (Reggio Emilia), in un casolare diroccato a circa 700 metri dall'abitazione della famiglia Abbas. «Non ipoteco il futuro processuale del mio assistito e non commenti atti in divenire o non ancora realizzati - continua il nuovo legale che ha incontrato Danish in carcere ieri e lunedì per la prima volta - Quello che posso dire è che effettivamente ha dato il suo apporto. Che ce ne sia uno ulteriore, staremo a vedere il prosieguo. Ad ora non saprei, perché significherebbe prevedere sviluppi di un processo difficile e richiederebbe un'introspezione psicologica della persona che non è facile per me che lo conosco da solo due giorni».

 

Infine Cataliotti ritiene che «sia indispensabile una sinergia delle parti, in questo processo più di altri, volta a verificare la verità storica dei fatti. L'acquisizione di elementi di prova utili a ricostruirla è importante, poi sull'interpretazione ci confronteremo tra le parti. La posizione di Danish dopo la collaborazione cambia? Ad oggi no, zero virgola zero. Ha contribuito e questo è un punto fermo, vedremo cosa succederà in futuro».

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