Galioto assolto per la morte dello studente Usa nel Tevere. La famiglia della vittima: «Così non c'è un colpevole»

Mercoledì 2 Dicembre 2020
Roma, studente Usa morto nel Tevere: assolto il clochard Galioto

È stata confermata l'assoluzione per Massimo Galioto nel processo d'Appello per la morte dello studente americano Beau Solomon avvenuta il 30 giugno del 2016 nel Tevere, a Roma. A emettere la sentenza i giudici della Prima Corte d'Assise d'Appello. Il sostituto procuratore generale Mario Ardigò contestando l'omicidio preterintenzionale aveva sollecitato nella requisitoria una condanna a 18 anni per il clochard.

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«Il problema di questo processo - ha sostenuto il pg - non è stata la ricostruzione del fatto, caratterizzata da plurimi elementi convergenti contro Galioto, in assenza di riscontri di una dinamica alternativa, ma l'inutile complicazione determinata dal non voler credere che delle riprese video non consentissero di raggiungere, esse sole, la prova diretta del fatto stesso». Richiesta non accolta dai giudici d'Appello. Galioto, difeso dall'avvocato Michele Vincelli, il 21 giugno del 2019 era stato assolto per non aver commesso il fatto dai giudici della III corte d'assise di Roma dall'accusa di omicidio volontario per la morte dello studente della John Cabot University. Il clochard è detenuto in carcere dallo scorso maggio con l'accusa di aver ucciso un 38enne rumeno sotto Ponte Sisto a Roma.

«Rischia di rimanere una morte senza un colpevole. Aspettiamo le motivazioni prima di decidere il ricorso in Cassazione». Lo ha detto l'avvocato di parte civile Giuseppe Zanalda, legale della famiglia dello studente americano. «Prendo atto di questa sentenza ma sembrava che le argomentazioni dell'accusa almeno in ordine al reato di omicidio preterintenzionale fossero convincenti. Così non è stato», ha aggiunto.

Ultimo aggiornamento: 18:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA