Firenze e Cremona, primi indagati no vax: ecco l'accusa formulata dal magistrato

Giovedì 26 Agosto 2021
Cremona, primo indagato per frasi no vax: ecco l'accusa formulata dal pm

Affossare i vaccini parlandone male e alimentando sfiducia e bugie può costare caro, anche un procedimento penale (la foto dell'articolo è scattata a Firenze dove sono comparse scritte contro la campagna nazionale di immunizzazione anti Covid). Un cremonese di 66 anni, convinto no vax, è il primo indagato dalla Procura della Repubblica di Cremona per «istigazione alla disobbedienza delle leggi, di ordine pubblico, in vigore a tutela della salute pubblica nel periodo di emergenza pandemica da Covid-19». Una istigazione social, per il pm Lisa Saccaro, commessa attraverso il gruppo pubblico Cremona Ancor, la pagina Facebook dove il pensionato ha pubblicato frasi che incitavano a non utilizzare le mascherine anti - Covid, definite «causa di lento ed inesorabile suicidio».

E ancora, scrive il pm, frasi «che definivano falsi i numeri dei decessi da Covid-19», e «che descrivevano i metodi diagnostici della malattia come bufale create da una medicina che prende in giro tutti gli italiani».

Qui sotto, una foto scattata a Empoli dove si istigano le persone a non eseguire il tampone.

foto Ansa

I vaccini? «Brodaglia», secondo il cremonese inquisito al quale il pm ha appena notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. «A mio parere - il suo commento - ci troviamo di fronte ad una caso più unico che raro dove una persona viene portata in Tribunale per avere espresso delle opinioni, un fatto contemplato dalla nostra Costituzione. Se mi accusano di aver commesso un delitto per quelle frasi, mi pare che siano accuse estremamente leggere, sottili. Tutti gli italiani allora potrebbero essere, d'ora in poi, accusati». 

A Firenze l'accusa è di danneggiamento

Perquisizione della Digos a Pisa in casa di un italiano di 30 anni nell'ambito delle indagini aperte sulle scritte no Vax  fatte alcune notti fa al Centro Vaccinale Mandela Forum di Firenze. Il decreto di perquisizione è stato emesso dalla procura di Firenze. Il trentenne è al momento indagato per imbrattamento e danneggiamento aggravato. Nella perquisizione, riferisce la questura diFirenze, sono emersi elementi che confermerebbero l'ipotesi della responsabilità dell'indagato, nonché una bomboletta spray e un pennarello, compatibili con il materiale utilizzato per scrivere sull'edificio. La polizia ha identificato il giovane anche a seguito di approfondite indagini tecniche, che hanno consentito di rilevare la sua presenza nell'area interessata dal danneggiamento. 

 

Ultimo aggiornamento: 21:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA