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Como, raid contro le ville del propagandista di Putin. Il presentatore tv Solovyev è oligarca e grande amico dello zar

Mercoledì 6 Aprile 2022
Vladimir Solovyev, sostenitore di Putin: incendiata all'alba la villa del presentatore russo sul lago di Como

«E pensare che mi avevano detto che l’Europa era il santuario dei diritti umani!»: ha perso proprio le staffe Vladimir Solovyev il 27 febbraio. Lo ha fatto in diretta, nella trasmissione che va in onda da anni su Rossiya 1 e che porta il suo nome, “Serata con Vladimir Solovyev”, che gli è anche valsa a suo tempo la medaglia di Vladimir Putin per «l’alto professionismo e l’obiettività». 

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NEL MIRINO

In genere Solovyev, anchorman di fiducia del presidente russo, 58 anni, riserva la sua verve per additare ai telespettatori i «paesi nazisti» che meritano gli attacchi della Russia di Putin, come la Cecenia, la Georgia e adesso, naturalmente, l’Ucraina. Quella sera però aveva nel mirino il Consiglio europeo e l’Italia, colpevoli di essersi accaniti contro di lui, inserendolo nella lista dei cattivi soggetti a sanzioni (nel suo caso perché «propagandista numero 1 del regime di Putin») e di avergli in particolare sottratto l’uso delle bellissime residenze sul Lago di Como. Quale deve essere stato il suo disappunto quando gli è arrivata la notizia che ieri all’alba due delle tre residenze ormai chiuse con i sigilli, sono state anche vandalizzate. Una, la grande villa bianca con piscina fronte lago a Pianello del Lario, è stata cosparsa di vernice rosso sangue. Sui muri esterni le scritte “Solovyev killer” e “No war”, e poi litri di vernice nell’acqua della piscina, diventata completamente rossa. 

 

Ancora più grave quanto accaduto all’altra proprietà, una villa a qualche chilometro più a sud, situata a mezza costa, in posizione panoramica a Loveno di Menaggio: un falò di copertoni adiacente alla recinzione. L’incendio è stato spento in fretta e non ha in realtà provocato danni all’edificio, che è in totale ristrutturazione. Su entrambi gli episodi indagano i carabinieri della compagnia di Menaggio. Per altro nessuna conferma, anche se sembra probabile, che le due azioni siano frutto di una stessa mano e di una stessa intenzione. In corso di esame i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona: se la procura riterrà di trasformare il fascicolo aperto per incendio in indagine per terrorismo, la competenza passerà a Milano. Risparmiata dai provocatori la terza proprietà di Solovyev, una residenza all’interno di Villa Maria, a Griante, una dimora di lusso divisa in vari appartamenti. Secondo la stampa d’opposizione russa, Solovyev avrebbe anche altre proprietà nella zona, ma non direttamente intestate a lui. Solo il patrimonio immobiliare a suo nome sfiora i nove milioni di euro, cosa che lo introduce di diritto nella schiera degli oligarchi. Da villeggiante sul lago di Como era però sempre rimasto discreto: «È stato qui la scorsa estate – ha ricordato all’Ansa il sindaco di Menaggio Michele Spaggiari – Ha la villa a Pianella ma per la spesa viene qui da noi, per cui passava spesso. Non è mai venuto a presentarsi ufficialmente, ma non bisogna pensare a una star di Hollywood, a grandi macchine o cose del genere. No, è sempre stato un turista normale, una persona discreta che frequentava i nostri negozi e i nostri ristoranti, spesso con i figli. Sì, qualcuno diceva che lavorava alla tv russa, ma non si sapeva altro».

TRASMISSIONI AGGRESSIVE

Le trasmissioni di Solovyev sono «aggressive, costruite per incitare all’odio», ha spiegato qualche giorno fa la storica francese Françoise Thom, esperta di Russia postcomunista: «Sono sempre gli stessi temi, un popolo viene demonizzato, adesso per esempio i fascisti ucraini, a volte anche con appelli al genocidio». È dal 2013 che Solovyev, cintura nera di karate e appassionato di gare automobilistiche, sostiene i separatisti del Donbass, che definisce degli «anti fascisti in lotta contro i fascisti di Kiev». Da quando è cominciata la guerra in Ucraina, sostiene che la Russia potrebbe non fermarsi e invadere, per esempio, la Moldavia e la Georgia, e magari fare anche danni mondiali: «Nessuna sanzione ci può impedire di superare le frontiere dell’Ucraina, e in ogni modo, perso per perso, niente ci impedisce di ridurre il mondo in cenere».

Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA