Bielorussia, l'ingresso nella guerra può spostare gli equilibri? Le forze russe hanno perso un terzo degli uomini

Lunedì 16 Maggio 2022 di Diodato Pirone
Bielorussia, l'ingresso nella guerra può spostare gli equilibri? Le forze russe hanno perso un terzo degli uomini

Sulla guerra fra Russia e Ucraina gli analisti militari concordano su tre fattori. Primo: il conflitto sta costando tantissimo a entrambe le parti in termini di uomini e di mezzi, ma di più all'attaccante cioè a Mosca. Secondo: la guerra si avvia a toccare il suo culmine dopo di che, se non ci sarà un vincitore sul campo, o la Russia ridurrà i suoi obiettivi oppure il confronto scenderà a un livello da bassa intensità, come si è stancamente trascinato per otto anni nel Donbass fra separatisti ed esercito di Kiev. Terzo: ogni giorno che passa la forza militare di Mosca si indebolisce.

La mossa della Bielorussia

In questo contesto molti si chiedono il senso della mossa della Bielorussia che nei giorni scorsi ha schierato alla frontiera con l'Ucraina il meglio delle proprie forze militari. Minsk entrerà in guerra? Secondo gli osservatori più qualificati la risposta è secca: no. La Bielorussia è indebolita dalle sanzioni che ne hanno azzerato l'export e con esso la possibilità di reggere un confronto militare. Tuttavia secondo l'intelligence britannica l'Ucraina sarà costretta a tenere al proprio confine nord con la Bielorussia una parte del proprio esercito e così non potrà schierare nel Donbass tutte le forze a sua disposizione. Forze che stazionano anche a Odessa in qualche modo minacciata dal piccolo contingente russo che staziona in Transnistria, parte est della Moldavia.

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L'emorragia delle forze armate russe

Ma intanto l'usura delle forze militari russe è semplicemente enorme. Secondo i servizi segreti britannici Mosca avrebbe perso (conteggiando morti, feriti e mezzi distrutti o danneggiati) un terzo delle forze schierate il 24 febbraio primo giorno dell'incasione. Si trattava di circa 150/180 mila uomini suddivisi in una novantina di battaglioni operativi appoggiati dagli addetti alla logistica. Le perdite sarebbero soprattutto qualitative perché i migliori reparti, a partire dai paracadutisti del 331esimo reggimento, sarebbero stati praticamente annientati. Possibile che Mosca abbia perso (fra morti, feriti, prigionieri e altro) 50/60 mila soldati in 80 giorni di guerra? Possibile. Gli ucraini sostengono che i caduti russi siano 27 mila. Anche tagliando questa drammatica cifra di un terzo o della metà saremmo fra 13.000 e 18.000 morti e si stima che per ogni caduto si contino sul campo almeno tre feriti. Dunque le stime britanniche sulle perdite russe non paiono lontanissime dalla realtà. Basta poi dare un'occhiata anche distratta ai reportage televisivi e su internet per osservare come centinia di mezzi blindati e di camion russi distrutti siano disseminati sulle strade ucraine. 

 

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Le critiche dei commentatori di Mosca sulla distruzione di un battaglione sul fiume Siverskyi

La condotta sul campo delle forze armate russe è considerata disastrosa da tutti gli analisti occidentali. Ma da qualche giorno sono emerse critiche anche da osservatori russi in particolare da commentatori (Voenkor Konetok, Yura Podolyak, Vladieu Totorsky)  di alcuni canali Telegram molto seguiti nella Federazione Russa. A scatenare un'ondata di commenti negativi è stata la pesantissima sconfitta dei russi sul fiume Siverskyi Donets vicino Bilohorivka.

 

 

Qui quattro giorni fa gli ucraini hanno distrutto un intero battaglione (almeno 80 mezzi fra carri armati e blindati, nonché circa 500 uomini soprattutto a quanto pare del 74esimo fucilieri meccanizzati)  mandato allo sbaraglio nell'attraversamento del corso d'acqua su alcuni pontoni. Secondo i commentatori russi sono stati i generali a sbagliare la manovra tattica anche perché in possesso di poche informazioni a causa della mancanza di visori notturni sui droni. Invece secondo il generale a riposo Mark Hertling, ex comandante delle ferze armate americane in Europa, la sconfitta sul Siverskyi Donets è dovuta alla grave mancanza di addestramento e di coordinamento fra le varie componenti dell'esercito russo e a un vecchio difetto delle forze armate di Mosca che risale all'epoca sovietica: l'assenza di iniziativa dei sottufficiali che si limiterebbero ad eseguire ordini scritti dei superiori senza avere la capacità di applicarli con intelligenza sul terreno.

L'incapacità di sfondamento dell'esercito russo e la controffensiva ucraina a Kharkiv

Sia come sia, è un fatto che i russi nonostante nel Donbass siano in vantaggio di 4 a 1 rispetto alle forze ucraine non riescono ad avanzare in modo consistente anche se hanno conquistato alcuni villaggi e il grosso centro di Popasna.

 

In compenso gli ucraini sono riusciti a respingere i russi oltre il confine in più punti a nord di Kharkiv, la seconda città ucraina e a quanto pare starebbero per attaccare Izyum.

 

Ultimo aggiornamento: 18:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA