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Donbass, a Izium 15mila persone intrappolate dai russi. «Rischia di diventare la nuova Bucha»

Martedì 19 Aprile 2022 di Francesco Malfetano
Donbass, a Izium 15mila persone intrappolate dai russi. «Rischia di diventare la nuova Bucha»

L'offensiva delle truppe russe contro l'Ucraina orientale, «quella di cui si parla da settimane», «è iniziata». A darne notizia stamane il governatore ucraino della regione di Lugansk, Sergei Gaïdaï. «È un inferno» ha scritto su Facebook. Un inferno al cui centro, con il rischio concreto di diventare la nuova Bucha, c'è Izium. Ai margini della cittadina che un tempo ospitava poco meno di 50mila abitanti nell'oblast di Kharkiv infatti, Mosca continua ad ammassare truppe, conducendo bombardamenti serrati. Il motivo è da ricercarsi nella posizione di Izium, considerata la porta d'accesso alla regione del Donbass e, da lì, al Mar Nero. Come sostenuto da numerosi esperti ed analisti militari che da tempo hanno puntato il faro sulla città, le forze del Cremlino hanno in mente di usarla come punto di partenza per l'assalto alla regione perché gli consente, a dispetto di Luhansk, Donetsk e Kharkiv di spostare l'artiglieria oltre 40 chilometri più vicina all'area controllata dalle forze ucraine. Secondo Oleksandr Motuzianyk, portavoce del ministero della Difesa ucraino, Izyum è l'area con la più alta concentrazione di truppe russe. Zeppa non soltanto di mezzi pesanti contrassegnati dalla lettera Z, ma anche da V e O.

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La città isolata


Tant'è che i militari di Mosca prima hanno isolato per oltre un mese il centro e poi lo hanno fatto capitolare sotto la loro offensiva il 1 aprile, intrappolando migliaia civili in un teatro dell'orrore in cui l'80% degli edifici è stato distrutto. Almeno 10-15mila secondo la ricostruzione di alcuni esperti ucraini, che da settimane ormai vivono  negli scantinati, senza elettricità, riscaldamento o acqua corrente. «Non possiamo saperlo con certezza, perché circa 1.000 civili sono stati uccisi in attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria e bombardamenti», ha detto al Guardian il sindaco della città, Valerii Marchenko. «L'ultima evacuazione centralizzata è avvenuta il 10 marzo. Abbiamo organizzato un corridoio verde con 60 autobus. Gli aiuti umanitari sono arrivati ​​e le persone sono fuggite su quegli autobus». Tutti gli altri tentativi, più o meno organizzati, con autobus o macchine, sono stati respinti. E oggi, con la città occupata, non è più possibile prestare soccorso.

 

La caccia alla popolazione


I russi intanto stanno letteralmente dando la caccia alla popolazione. Stando alle testimonianze raccolte dal giornale inglese, il Cremlino avrebbe preparato una lista di individui da trovare ad ogni costo. Ufficialmente perché questi avrebbero bisogno di aiuti umanitari. In realtà si tratta di coloro che potrebbero possedere armi, uomini d'affari, attivisti e militari. Il timore quindi è che Izyum diventi un'altra Bucha, dove centinaia di civili sono stati ammazzati e sepolti in fosse comuni o abbandonati nelle strade. «Bucha e Izyum sono molto simili», ha spiegato Marchenko. «In entrambi, più dell'80% degli edifici residenziali viene distrutto. Le persone in entrambe le città si nascondevano negli scantinati per più di un mese sotto continui bombardamenti. Non c'era cibo. Alcuni rapporti affermano che i russi stanno compilando un elenco di persone che hanno bisogno di aiuti umanitari. Ma invece stanno preparando un elenco di attivisti, veterani di guerra del Donbas, agenti di polizia e imprenditori locali. Se li trovano, verranno portati in un luogo sconosciuto e non sapremo nulla del loro destino».

Ultimo aggiornamento: 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA