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Russia, «brusca frenata» per il settore automobilistico

Martedì 21 Giugno 2022 di Mattia Ronsisvalle
Russia, «brusca frenata» per il settore automobilistico

A seguito dell'offensiva russa in Ucraina, i paesi occidentali hanno imposto pesanti sanzioni al settore automobilistico russo, vietando in particolare l'esportazione di pezzi di ricambio nel Paese del premier Vladimir Putin. Mosca ha così approvato un decreto per allentare gli standard di sicurezza per l’omologazione dei veicoli prodotti all’interno del territorio russo.

La sicurezza come optional

Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia molte aziende e brand internazionali hanno lasciato il Paese. Una mossa che ha portato l’industria automobilistica russa a una «brusca frenata». A seguito della pesante carenza di componentistica nel settore automobilistico, il 12 maggio il governo russo ha promulgato un decreto nel quale ha stabilito un elenco di standard ridotti per poter certificare i nuovi veicoli prodotti nel proprio Paese. Tra i nuovi standard, il governo autorizza i produttori a non dotare i veicoli di sensori Abs o airbag e pretensionatori delle cinture di sicurezza. Inoltre, saranno prodotti anche veicoli senza l’Esp (controllo elettronico della stabilità, ndr) e sarà cancellato l’obbligo di risposta automatica alle chiamate dell’Era-Glonass, il sistema di allerta degli incidenti analogo all’e-Call europeo. Secondo quanto riporta il sito Le Figaro, il decreto è in vigore fino al 1° febbraio 2023

Indietro di 34 anni?

Nel medesimo decreto si sottolinea che la Russia ridurrà notevolmente anche gli standard ambientali. Il quotidiano russo Kommersant ha sottolineato che verranno prodotti veicoli con parametri di emissioni pari alle autovetture del 1988, riportando in vigore gli standard che vanno dall’Euro 0 all’Euro 5. Questo perché le sanzioni hanno bloccato quasi del tutto l’export in Russia e dunque trovare componenti per i nuovi sistemi di sicurezza e per la riduzione delle emissioni è alquanto complicato. Un esempio? Produttori come Audi, Honda, Jaguar e Porsche hanno annunciato che smetteranno di vendere componenti o automobili in Russia.

Un’ ipotesi di escamotage 

Il decreto questo non impone alcun obbligo e se le aziende automobilistiche russe troveranno i pezzi necessari potranno produrre veicoli in grado di rispettare gli standard più recenti o quelli più obsoleti. Negli scorsi giorni il giornale Vedomosti ha ipotizzato un tentativo di rilancio della famosa casa automobilistica sovietica Moskvič da parte della Russia. Un’ipotesi non troppo azzardata se si considera che nella fabbrica delle Renault – che ha sospeso la propria attività in Russia – potrebbero proprio essere prodotte le nuove automobile sovietiche.

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