Venezuela, Maduro: «La nostra patria è inespugnabile». Uccisa ragazza di 27 anni

Giovedì 2 Maggio 2019

Il Venezuela non è terra di conquista. «L'impero e i suoi servi non comprendono che la coscienza, la volontà, il valore e il coraggio dell'eroico popolo di Bolivar e Chavez fanno del Venezuela una patria inespugnabile». Lo scrive su Twitter Nicolas Maduro riferendosi agli Stati Uniti e a Juan Guaidò. «Pertanto, saranno sconfitti in ogni tentativo di seminare violenza. Siamo un popolo ribelle». ​Il presidente è apparso nuovamente a reti unificate in un video nel quale ha marciato insieme a migliaia di soldati dal patio d'onore della base militare Fuerte Tiuna di Caracas alla sede del ministero della Difesa, sempre all'interno della base militare, per riaffermare la lealtà delle forze armate al governo chavista.
 

La parata, formata da 4.500 soldati secondo l'agenzia di stampa statale Avn, ha raggiunto la sede del ministero, dove il ministro della Difesa Padrino Lopez ha tenuto un discorso in cui ha riaffermato la lealtà delle forze armate a Maduro. Non possiamo cadere nella tentazione di scontrarci tra di noi, ha dichiarato il ministro. Continueremo sempre a compiere i nostri doveri costituzionali, ha aggiunto. Riferendosi agli oppositori, Padrino Lopez ha dichiarato che vogliono comprarci come se fossimo mercenari, con un'offerta ingannevole e stupida, perché l'opposizione non ha alcuna offerta per il paese. L'unica loro offerta certa è un progetto antipatriottico, è la fine delle forze armate.

E' fallito il colpo di stato in Venezuela secondo quanto dichiarato da Nicolas Maduro, che ha convocato una «giornata di dialogo nazionale» per ascoltare proposte per cambiamenti all'interno del suo governo. «Convoco una grande giornata di dialogo nazionale, di azioni e di proposta da parte del potere popolare per dire al governo bolivariano ed a Maduro cosa si deve cambiare», ha detto il presidente venezuelano durante il comizio del Primo Maggio. Il dialogo, ha spiegato ancora Maduro, si dovrà svolgere questo fine settimana nell'ambito del Congreso Bolivariano de los Pueblos, organismo costituito nel 2003 dal Venezuela e che riunisce partiti politici, sindacati, associazioni e comunità indigene anche di altri Paesi latino americani. 

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Una donna di 27 anni è rimasta uccisa ieri durante le proteste. Lo rende noto l'Observatorio Venezolano de la Conflictividad Social su Twitter, condannando «l'assasinio di Jurubith Rausseo García colpita da una pallottola mentre partecipava ad una manifestazione ad Altamira». Anche Juan Gauidò ha condannato l'uccisione della manifestante ad opera delle persone «che hanno deciso di sparare contro un popolo che ha deciso di liberarsi». Si tratta della seconda persona uccisa durante le proteste dopo che martedì scorso Guaidò ha lanciato quella che ha definito la mobilitazione finale per la libertà. 
 

 

Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA