Ballottaggi, cresce l'Italia del non voto. A Roma deserti i seggi di periferia

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Diodato Pirone
Ballottaggi, cresce l'Italia del non voto. A Roma deserti i seggi di periferia

Che ai ballottaggi vada a votare poca gente, francamente, non è una notizia. E tuttavia quello che è accaduto ieri offre materia di riflessione perché il calo dell’affluenza sembra aver toccato nuovi record. Ovviamente i conteggi definitivi si faranno oggi alle 15, quando i seggi chiuderanno, ma i primi segnali sono negativi.

A livello nazionale alle 23 aveva votato il 33,3% degli elettori con un calo di 6,6 punti circa rispetto al 39,9% della stessa ora di due settimane fa. Questo vuol dire che un elettore su sei che il 3 ottobre aveva votato per il sindaco questa volta ha disertato le urne.   

In questo quadro sul dato piuttosti basso diffuso ieri dal Campidoglio forse ha influito la partita della Roma fissata alle 20.45. Fatto sta che nella Capitale (dove al primo turno ha votato solo il 48,5% degli elettori con un calo di 8,5 punti sulla tornata del 2016) alle 23 di ieri la lancetta dell’affluenza si è fermata al 30,9% contro il 36,8% di due settimane fa. Il calo è del 5,9%, anche qui all’incirca un elettore del primo turno su 6 è rimasto a casa.

Dietro queste cifre si celano due notizie. La prima: se oggi il trend non cambierà, si potrebbe registrare un’affluenza definitiva del 40/41% dei romani. Forse meno. Un record negativo che polverizzerebbe il dato finora più basso di votanti raggiunto al ballottaggio del 2013 con il 45,1%. Comunque l’affluenza scarsa al secondo turno generalmente indica che si sono “mobilitati” solo gli elettori della parte che sente vicina la vittoria. E qui arriva la seconda notizia: la cifra dei votanti romani delle 23 ha confermato un dato emerso fin dalla rilevazione delle 12, ovvero che i sei Municipi capitolini dove si è votato di più sono quelli dove Roberto Gualtieri, il candidato del centrosinistra, era risultato in testa due domeniche fa. Il peggiore resta il VI Municipio, dove Enrico Michetti, candidato del centro-destra, aveva fatto il pieno di voti. Giova ricordare che il VI Municipio è forse quello che meglio rappresenta le periferie romane. 

Secondo gli addetti ai lavori, leggendo in filigrana i dati dell’affluenza romana è possibile ipotizzare che nella giornata di ieri sia maturato un vantaggio di Gualtieri, ma ovviamente il voto di stamane può cambiare tutto. Inoltre, sembra ormai evidente che in questa tornata elettorale gli elettori dei quartieri periferici sono tornati in massa nel non voto al contrario di quelli che vivono in aree intermedie e centrali. Rispetto alle comunali del 2016 si assiste, semplificando processi molto complessi, a una sorta di “rivincita” dei ceti medi su quelli più popolari. 

Se Roma al ballottaggio sembra aver accentuato tendenze già emerse al primo turno, a Torino invece l’affluenza è scesa in maniera più ordinata un po’ ovunque in città e dunque la scarsa partecipazione delle periferie al voto non sembra poter alterare le quantità di consenso formatesi al primo turno per i candidati dei due schieramenti.

I dati dell’affluenza ribadiscono che sul piano strettamente politico sarà interessante osservare soprattutto due città: Trieste e Varese. In entrambe l’affluenza è scesa di pochissimo rispetto al primo turno, segno che gli elettori di entrambi gli schieramenti si sono mobilitati. Sia Trieste che Varese sono strategiche per il centrodestra. Che nella città giuliana parte nettamente in testa anche se la mobilitazione no vax degli ultimi giorni e il blocco/nonblocco del porto potrebbe aver determinato qualche cambiamento. A Varese, invece, al primo turno è risultato leggermente in testa il sindaco uscente del centro-sinistra. Scalzarlo potrebbe essere un successo importante per la Lega in una tornata elettorale avara di soddisfazioni.

Altre sfide interessanti sul piano politico sono quelle di Latina e di Isernia dove però alle 23 il calo dell’affluenza era in linea con quello nazionale. A Latina il candidato del centrodestra, Vincenzo Zaccheo, ha sfiorato l’elezione al primo turno mentre il suo sfidante, il sindaco uscente Damiano Coletta, al ballottaggio può contare anche sull’appoggio dei 5Stelle che al primo turno si sono presentati da soli. A Isernia la sfida è fra il centro-destra e un candidato in origine civico appoggiato da centro-sinistra e pentastellati.

Ultimo aggiornamento: 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA