GIUSEPPE CONTE

Conte, no al ponte di Messina:
«Meglio un tunnel sottomarino»

Lunedì 10 Agosto 2020 di Valentino Di Giacomo
«No al ponte sullo Stretto di Messina, penso invece a un tunnel sottomarino come quello sulla Manica». Un'idea destinata a far discutere quella rivelata ieri sera dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ospite ad un evento nella sua Puglia, a Ceglie Messapica. «Sullo Stretto ha detto il premier - dobbiamo pensare, quando si riveleranno le condizioni, a un capolavoro di ingegneria, un ponte anche sottomarino. Per il ponte non ci sono le condizioni. Ma prima dobbiamo preoccuparci dei collegamenti interni: portare l'Alta velocità fino a Reggio Calabria e migliorare i collegamenti in Sicilia».

L'ECONOMIA
Il premier ha ieri smentito che il Governo abbia più a cuore il meridione rispetto al Nord, ma ha riconosciuto che «senza il Sud il Paese non riparte». Il presidente del consiglio ha quindi rivendicato il decreto di agosto che introduce una defiscalizzazione per le assunzioni nel meridione. «L'ho pensata come una misura strutturale e ha detto Conte discuteremo anche in Europa per rendere effettivo questo piano. Non rendersi conto che il Sud ha un deficit produttivo e nelle infrastrutture conclamato sarebbe miope non riconoscerlo. Anzi, l'emergenza ci dà forza per fare cose mai pensate prima e fare in modo di smentire l'idea di un Sud zavorra d'Italia». Poi sul fronte degli equilibri politici nella sua maggioranza - ha voluto ribadire che voterà a favore del taglio dei parlamentari e che si augura vada in porto la legge elettorale in senso proporzionale.

LEGGI ANCHE Conte difende il lockdown: «Mettere in sicurezza il sud significava mettere in sicurezza tutto il paese»

L'EMERGENZA
«Nella notte tra il 7 e l'8 marzo avevamo deciso la zona rossa per tutta la Lombardia. Poi è successa una cosa nuova: nella notte molti sono fuggiti per paura del lockdown e abbiamo pensato di mettere in sicurezza il Sud, quindi l'intero Paese». Il premier Giuseppe Conte è tornato sulla questione degli atti del Comitato Tecnico Scientifico che avevano consigliato al Governo di istituire misure restrittive per il Coronavirus solo al Nord. «Dovevamo proteggere il meridione ha detto Conte - perché le terapie intensive e le strutture ospedaliere non avrebbero retto». Il presidente del consiglio è tornato a quei momenti drammatici anche riconoscendo la difficoltà di assumere decisioni del genere. «Ho sempre detto ha ricordato - che avremmo lavorato fianco a fianco con gli scienziati, ma mai che avremmo ceduto delle responsabilità. C'è un compito della politica. Non ho mai detto che avremmo seguito alla lettera le loro valutazioni». Rivendicando così il lavoro svolto e anche l'orgoglio per un «modello italiano» fatto anche di interlocuzioni costanti con la Conferenza delle Regioni e tutti gli enti locali, pur riconoscendo che in futuro ci sarà da ripensare i rapporti tra Stato e Regioni.

TRASPARENZA
Il premier ha pure spiegato il motivo per cui gli atti del Cts fossero rimasti nascosti. «È giusto che i verbali del Cts siano rimasti riservati, non secretati ha detto Conte - ma tutto verrà pubblicato perché il governo non ha nulla da nascondere». E sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, i due comuni-epicentro dell'epidemia di Covid-19 nella Bergamasca ha spiegato di «non aver perso tempo e non c'è stato alcun ritardo, una sonora sciocchezza pure l'ipotesi che il premier possa aver mentito ai magistrati quando ha parlato loro di questo tema». Conte non nomina mai Matteo Salvini che lo ha accusato sulla questione, ma ricorda i dialoghi intercorsi in quei giorni con il governatore lombardo, Attilio Fontana e il suo assessore Giulio Gallera. Non sa il premier se il virus rinfocolerà in autunno, ma si dice certo che l'Italia avrà un vaccino entro la fine dell'anno e che lo metterà a disposizione degli altri Paesi europei e del Mondo. Ma non sarà obbligatorio per tutti». Ultimo aggiornamento: 18:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA