GIUSEPPE CONTE

Conte si autocelebra: oggi doppia passerella, prima in Senato e poi alla Camera

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Mario Ajello
Conte si autocelebra: oggi doppia passerella, prima in Senato e poi alla Camera

Si autocelebra in Parlamento oggi Conte. Passerella d’onore oggi per lui prima al Senato (ore 12), poi alla Camera (ore 16). Racconterà le sue gesta di Bruxelles. Tra applausi e tra diffidenze: «Ormai si sente Napoleone», dicono nel Pd e anche nei 5 stelle, almeno quelli che nel movimento non lo vogliono capo politico. «Già era ambizioso e pieno di sè prima, figuriamoci ora che lo raccontano come un eroe...», dicono alcuni deputati di maggioranza che lo aspettano a Montecitorio.

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La vera sfida di Conte comincia adesso: dimostrare di essere all’altezza della rivoluzione compiuta nei quattro giorni più lunghi nella storia del Consiglio europeo, quelli in cui l’Europa dopo 73 anni è diventata “comunità di valori”, ha condiviso il debito e le regole per trasformare i soldi in progetti per lo sviluppo e la crescita per rialzare la testa dopo la pandemia.

«Da questo negoziato il governo esce più forte»: in questo mood il premier si avvia nell’emiciclo. Ma ora sarebbe devastante sprecare l’occasione che la crisi ci sta servendo sul piatto.
 


E comunque, capendo che i partiti temono la sua nuova forza, alle Camere il premier è pronto a fare la parte di quello che condivide la gloria. Cerca di ingraziarsi il Pd al quale ha appena detto di no, ma a modo suo, democristianamente, sul Mes, ovvero non vuole prendere quei 37 miliardi disponibili per la sanità perché comunque sarebbero in debito. 

Dunque Conte è pronto a sottolineare un gioco di squadra - molto favorito dai dem - senza il quale l’Italia avrebbe ottenuto poco o nulla. Senza il rigore di Roberto Gualtieri, che alla scuola dell’Ecofin a Bruxelles è cresciuto come politico e tecnico; senza le capacità diplomatiche del ministro per gli Affari europei Enzo Amendola, sempre al fianco del premier in questi giorni; e senza le capacità diplomatiche e di relazione del commissario Gentiloni e del presidente Sassoli che da mesi costruiscono giorno dopo giorno i presupposti dell’intesa; senza tutto questo oggi saremmo quasi certamente a raccontare un’altra storia. E Conte non ha intenzione di nascondere ciò. Ma deve anche tenersi buoni i 5 stelle.

Di Maio è stato gelido nella risposta a chi gli ha chiesto se Conte potrà fare il leader del movimento: «Prima deve iscriversi a M5S». E se l’ala mattarelliana e filo-dem dei grillini (a cominciare da Beppe Grillo) lo vorrebbero capo politico, non è così per tanti altri. Dunque, si autocelebra oggi nel Palazzo l’eroe di Bruxelles, ma deve stare attento perché qui dentro a non volergli bene - proprio perché ora si sente più forte - sono in tanti.

Ultimo aggiornamento: 10:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA