Italia-Cina, il Sud fuori dalle rotte:
solo 3 imprese restano in gioco

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di Francesco Pacifico

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Ieri a Palazzo Barberini, per l'Italy-China Business forum, c'erano soltanto tre aziende meridionali a firmare accordi con il governo cinese. Erano invece assenti le autorità portuali del Mezzogiorno. E tanto basta per temere che la Via della seta - la direttrice infrastrutturale verso l'Europa e l'Atlantico delle merci dell'ex Celeste impero non passerà né per i porti né per le aziende del Sud.
Il tema non è nuovo: già nel 2017, quando al governo c'era Paolo Gentiloni, ci furono polemiche dopo che in alcune missioni internazionali i cinesi si erano detti interessati solo ai porti di Genova e Trieste. Le proteste dei governatori e degli imprenditori meridionali spinsero l'allora ministro per la Coesione e il Sud, Claudio De Vincenti a promettere attenzione verso gli scali del Mezzogiorno. Ma a Palazzo Barberini c'erano soltanto i vertici dell'Autorità portuali di Venezia e Chioggia, di Trieste e Monfalcone e di Genova, Savona e Vado Ligure.

Non sembra preoccupato della cosa Pietro Spirito, che guida l'Autorità che controlla gli scali di Napoli e Salerno: «Ieri a Roma c'erano soltanto chi, come Genova e Trieste, ha fatto accordi con il governo cinese. Noi siamo già collegati con il colosso asiatico, visto che abbiamo delle linee settimanali con il Pireo, di proprietà del governo di Pechino. Personalmente, mi occuperei della nostra densità produttiva, deficit di cui sconta anche la portuali del Sud». Proprio questo gap incide in maniera negativa sui flussi commerciali. «A Napoli e Salerno - continua Spirito - arrivano dalla Cina un miliardo e mezzo di euro di merci, ma le nostre imprese esportano verso quel Paese soltanto per 121 milioni di euro. Come ha sottolineato il capo dello Stato c'è bisogno di un riequilibrio nell'interscambio, frenato da barriere di natura tariffaria (come i dazi) e di natura distributiva o sanitaria. Eppoi mi chiedo se sia lungimirante aprire i nostri porti soltanto ai cinesi, dimenticando il ruolo del Mediterraneo e che, soltanto da Napoli, esportiamo verso l'America per un miliardo e mezzo di euro».

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Domenica 24 Marzo 2019, 08:34 - Ultimo aggiornamento: 24-03-2019 17:22
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5 di 6 commenti presenti
2019-03-24 17:01:17
qualcuno si è chiesto perchè ping ha scelto di andare a palermo!!! si dice in giro da anni (ma io non ci credo!!) che le migliaia di negozi cinesi in giro per l'itaglia servono per il riciclo della mafia cinese !!! forse è uno dei protocolli dell'intesa??? il sud escluso come al solito??? guardate i politici meridionali nella storia!!! tutti a pensare ad assistere che a sviluppare da crispi a gigino!!!!!
2019-03-24 16:22:23
non vedo cosa c'é di scandaloso, la via dalla seta ideata dai cinesi non fà altro che ricalcare quella di Marco Polo, cioé di portare la merce verso il Nord Europa, che sbarcano a fare nel sud se poi devono fare 2000 km su una rete ferroviaria disastrosa, meglio i porti di Genova e Trieste che hanno in un raggio di 250 km 3 frontiere( Francia,Svizzera,Austria,BAviera, Crazia,Slovenia)
2019-03-24 12:45:20
Probabile che i cinesi abbiano optato per la concretezza!!!
2019-03-24 09:12:45
Al di là o meno di Cina o "Paupasia"....relativamente al "sud",vengono eletti pseudo politici(imposti dalla politica di turno..) che rappresentano il nulla in termine di idee,progetti,programmazione.....a questo si aggiunge disorganizzazione,egoismo...basta vedere ,ad esempio,come sono ridotte le regione del meridione dove ,si parla e si parla..,ma non si riesce a fare "squadra"...
2019-03-24 11:43:15
Ottimo ragionamento. Lei ha centrato perfettamente il problema. Ho lavorato tre anni in Emilia Romagna e posso dire, a ragion veduta, che la loro forza economica è proprio la coesione. Anni fa molte piccole e medie imprese (specialmente agroalimentari) si riunirono in cooperative e fu proprio questo a renderle forti e competitive. Purtroppo qui da noi trionfano i piccoli egoismi personali e penso,per come siamo fatti, purtroppo, che non riusciremo mai a fare sistema-regione e renderci veramente competitivi a livello globale. Ognuno pensa al proprio piccolo orticello ma, col tempo, anche questo si seccherà e saranno dolori....Campania = un mare di chiacchiere inutili ma zero fatti concreti...

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