Governo, al Senato numeri in bilico. Cena segreta M5S sul Mes: meglio votarlo noi che FI

Sabato 4 Luglio 2020 di Simone Canettieri
Governo, al Senato numeri in bilico. Cena segreta M5S sul Mes: meglio votarlo noi che FI

«Alla fine sapete che c'è? Se ci sarà da votare il Mes è meglio che passi con il nostro sì, che con quello di Forza Italia. Così non metteremo a rischio la maggioranza e dunque il governo». La convinzione si è fatta largo giovedì sera tra le dune di Focene, litorale romano, già caro alla Dolce vita di Fellini. È qui che, con l'occasione di festeggiare il compleanno «congiunto» Laura Bottici (questore di Palazzo Madama) e Gianluca Castaldi (sottosegretario ai rapporti con il Parlamento), una ventina di parlamentari M5S si è messa a parlare del futuro.

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A capotavola Paola Taverna, poi il capogruppo Gianluca Perilli e ben attovagliati gli altri «portavoce». E così anche questa serata di svago - tra vino bianco ghiacciato e impepata di cozze - si è trasformata in un vertice informale, soprattutto di quel pezzo di Movimento che in questa fase, anche per calcoli interni, non ha intenzione di mettere in difficoltà il premier Giuseppe Conte. Un po' tutti i commensali sono stati d'accordo su un punto: «Adesso aspettiamo lo scostamento di bilancio che proporrà il ministro Gualtieri, poi vediamo se basterà. Di sicuro se dall'Europa dovesse arrivare una spinta sul Mes non potremmo farci trovare impreparati».

Una lettura che non fa una piega e che, è stato l'auspicio generale, dovrà essere il più condivisa possibile. Tuttavia proprio a Palazzo Madama, dove la maggioranza balla, la truppa dei «no-Mes» è capitanata da Elio Lannutti, volto storico delle battaglie grilline ante litteram. «Sul Salva Stati ci porremo il problema al momento del voto, magari a settembre», dice a Il Messaggero il capogruppo Perilli.

Tuttavia, al di là dell'ottimismo, è proprio il Senato la trincea dei dolori del governo. Durante il colloquio di giovedì tra il premier Giuseppe Conte e il segretario del Pd Nicola Zingaretti si è affrontato anche questo argomento. «Non so se reggiamo a Palazzo Madama», è stata la considerazione dell'inquilino di Palazzo Chigi davanti alla spinta del leader del Nazareno che sul Salva Stati sta accelerando sempre di più, tra lettere aperte, post sui social e dichiarazioni pubbliche.
 


Fare di conto in Senato risulta complicato. La maggioranza è in vita sul filo di 3-4 voti. E la Lega continua a marcare i ribelli grillini. Tra smentite e conferme sussurrate continuano a girare i nomi di possibili parlamentari pronti a uscire. Capitale umano per la spallata di Matteo Salvini, una mossa che il leader della Lega sogna per mandare a casa il governo: «Tre con noi? Io non vado a cercare nessuno». Ma i movimenti, i colloqui e gli abboccamenti sono all'ordine del giorno ormai. Eccone un altro, per esempio.

Si tratta dell'ex senatore M5S Mario Michele Giarrusso, espulso dal Movimento nell'aprile scorso per l'affaire rimborsi: «In questo momento, smentisco», dice sibillino a proposito dei rumors che lo danno intenzionato a salire sul Carroccio. «In questo momento», appunto. Poi chissà? Dall'altra parte, e magari con un altro disegno in testa c'è sempre Matteo Renzi. Il leader di Italia viva l'altro giorno ha ufficializzato l'arrivo da Forza Italia di Vincenzo Carbone. Un passaggio che Roberto Calderoli, grande architetto delle trame leghiste a Palazzo Madama, bolla così: «Tranne pochi addetti ai lavori molti non sanno che nella giunta per le elezioni è in discussione proprio il seggio di Carbone che potrebbe perderlo e vederlo assegnato a Claudio Lotito, e tutto è appeso ad un filo ovvero il filo della maggioranza. A me resta il dubbio o il sospetto, però, che Carbone non si stia muovendo da solo».

E subito i fari si sono spostati, nel ginepraio di voci, su Sandra Leonardo, campana come Carbone, moglie dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella e attuale sindaco di Benevento. Ultimamente l'ex premier starebbe frequentando in maniera assidua i banchi dell'opposizione. In particolare, si starebbe facendo vedere spesso tra quelli di Forza Italia. ««Assolutamente no, c'è solo qualche battuta che pure si fa su di me all'interno dell'Aula o fuori», spiega la senatrice sannita che aggiunge col sorriso. E Mastella: «Sandra sta dove sta».

Ultimo aggiornamento: 12:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA