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Omicron, un test rapido che riconosce le varianti del Covid: ecco il CovarScan

Giovedì 7 Luglio 2022
Omicron, un test rapido che riconosce le varianti del Covid: ecco il CovarScan

Si chiama CovarScan ed è in grado di riconoscere la variante del Covid che ha colpito il paziente. Gli esperti della UT Southwestern, come riportato dalla nota rivista scientifica Clinical Chemistry, hanno messo a punto un nuovo test rapido che, in poche ore, può svelare la mutazione del coronavirus che ha infettato il soggetto, rendendo così più semplice le decisioni cliniche e la possibilità di monitorare la diffusione delle nuove varianti come Omicron BA.5.

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CovarScan, cosa è e come funziona

«Utilizzando questo test, possiamo determinare molto rapidamente quali varianti sono presenti nella comunità e se una nuova variante sta emergendo», spiega Jeffrey SoRelle che ha validato il test su oltre 4000 campioni di individui. «Ha anche implicazioni per i singoli pazienti quando si tratta di varianti che rispondono in modo diverso ai trattamenti». Esistono diversi altri test per il COVID-19, ma in genere non forniscono informazioni per identificare la variante. Per capirlo gli scienziati devono in genere ricorrere al sequenziamento dell'intero genoma, un'operazione lunga e costosa che richiede alcuni giorni. Il CoVarScan si concentra su otto regioni del genoma del SARS-CoV-2 che differiscono tra le varianti virali. Rileva le piccole mutazioni - in cui varia la sequenza dei blocchi di RNA - e misura la lunghezza di alcune regioni genetiche che tendono a crescere o a contrarsi con l'evoluzione del virus.

 

Efficacia e sequenziamento 

Per verificare l'efficacia di CoVarScan SoRelle ha eseguito il test su oltre 4.000 campioni di tamponi nasali positivi al COVID-19 raccolti tra aprile 2021 e febbraio 2022. I test sono stati convalidati con il sequenziamento del genoma intero, lo standard di riferimento. CoVarScan ha identificato e differenziato le varianti Delta, Mu, Lambda e Omicron di COVID-19, tra cui la versione BA.2 di Omicron. «Una critica comune a questo tipo di test è che richiede un adeguamento costante per le nuove varianti, ma il CoVarScan non ha avuto bisogno di alcun adeguamento in più di un anno e continua a funzionare molto bene», spiega SoRelle. «In futuro, se avessimo bisogno di aggiustarlo, potremmo facilmente aggiungere al test altri 20 o 30 hotspot (punti del genoma sensibili all'evoluzione del virus)».

Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA