Vaccini, la corsa dei giovani. Terapie intensive in aumento

Domenica 1 Agosto 2021 di Francesco Malfetano
Vaccini, la corsa dei giovani. Terapie intensive in aumento

Tre milioni di studenti da vaccinare, il nodo della possibile obbligatorietà del Green pass per i docenti e tutte le difficoltà sui trasporti pubblici e non. A un mese e mezzo esatto dall’inizio del nuovo anno scolastico, restano ancora da sciogliere gran parte dei dubbi relativi al ritorno in classe di settembre. La ripresa in presenza «senza se e senza ma» annunciata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è però ad una svolta.

 

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Per la prossima settimana, con buona probabilità giovedì, il 5 agosto, sono attese la conferenza delle Regioni, la Cabina di regia e il consiglio dei ministri che scioglieranno le ultime riserve. Per farlo però, bisognerà tenere conto dei dati del contagio e dei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari che hanno preso ad aumentare (+1% su base settimanale, 3% a livello nazionale). Presto per sfiorare le soglie critiche del 10% del terapie intensive e del 15% nei reparti ordinari, ma comunque da tenere sotto osservazione attentamente. In particolare in Sicilia (già 9% per i ricoveri ordinari e 5% intensive), Calabria (4% e 8%), Lazio (5% nelle intensive) e Sardegna (7% intensive e 5% ricoveri). 

 

L’obbligo


Non a caso, data la protezione offerta dai vaccini nel contrastare le forme gravi di Covid19, la questione più delicata dopo le polemiche dei giorni scorsi è l’ipotetico obbligo vaccinale degli insegnanti. Una strada che il premier Mario Draghi, sostenuto dal ministro Speranza e una consistente porzione della maggioranza, ha già fatto intendere di essere pronto a intraprendere. Per evitare inutili scompensi politici, prima di decidere si attenderanno i nuovi numeri sugli operatori scolastici immunizzati a cui sta lavorando la struttura del Commissario per l’Emergenza Figliuolo. I 220 mila non vaccinati indicati dal report settimanale sono contestati dalle Regioni che invece ritengono siano molti meno. Una eventualità che farebbe venir meno la necessità del governo di imporsi. Se però i numeri attuali dovessero essere confermati, la questione tornerà prepotentemente sul tavolo. Tra le ipotesi più quotate c’è quella di fissare una soglia minima da raggiungere (il 90 o il 95%) a partire dalla seconda metà di agosto ed entro l’inizio dell’anno. Se il traguardo non sarà centrato, scatterà l’imposizione. 

 

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Alla seconda metà di agosto, almeno nelle intenzioni delle Regioni che stanno pressando Palazzo Chigi sul punto, dovrebbe essere rimandata anche l’ulteriore estensione del Green pass a treni, aerei, autobus di linea, traghetti e navi. La motivazione dell’attesa ovviamente è diversa: l’idea è evitare che la nuova misura impatti fin da subito sul settore turistico già in difficoltà. 


Discorso differente per quanto riguarda i trasporti pubblici locali. Il pass non sarà richiesto su bus, metro e tram, anzi, come richiesto dalla Regioni la loro capienza dovrebbe essere aumentata, passando all’80%. Una istanza che i governatori si aspettano verrà accolta e ratificata nel prossimo cdm. Perché? Proprio per favorire la ripresa scolastica in presenza. «È chiaro che non è possibile mettere un numero di bus infinito - ha risposto il presidente emiliano Bonaccini a chi gli chiedeva se non fosse più sicuro incrementare i mezzi piuttosto che la capienza - anche perché in alcuni luoghi non entrerebbero. Ad esempio, dovremmo sapere tutti che i bus turistici nei centri storici non vanno». 


Gli studenti


D’altro canto, però, perché il ritorno in aula non si trasformi in una breve apparizione come avvenuto lo scorso anno, proprio i governatori stanno spingendo molto sulla necessità di immunizzare anche gli studenti. Al momento, nonostante Figliuolo abbia fissato al 60% dei vaccinati l’obiettivo da raggiungere prima del ritorno in classe, tra i vaccinabili nella fascia 12-19 anni ne mancano ancora circa 3 milioni. Ovvero il 65% dei giovanissimi italiani, a cui le regioni ora stanno puntando con decisione. In Sicilia ad esempio, dove il tasso di rifiuto vaccinale è molto alto, gli adolescenti possono essere vaccinati senza bisogno di prenotazione. Un meccanismo, quello di far ricorso ad una sorta di Open Day, già in essere nel Lazio (da domani si parte ad esempio a Colleferro, Monterotondo e Tivoli) e in Piemonte. E lo stesso farà la Lombardia ma solo a partire dal 23 agosto (anche perché quasi il 45% è già vaccinato).

La Toscana ha invece appena approvato una strategia che riduce i tempi delle somministrazioni per gli under 18. A differenza degli adulti loro attenderanno il minimo indispensabile (21 giorni per Pfizer e 28 per Moderna) tra una dose e l’altra. L’Abruzzo dal canto suo, al momento primo nelle somministrazioni ai giovani, li insegue letteralmente portando sulle spiagge camper dedicati solo a loro. La Campania invece non ha sciolto le riserve sulle modalità ma, il governatore De Luca ha già fatto sapere che se non si arriva ad almeno il 70% degli alunni immunizzati «le scuole non possono aprire» e dovranno restare in Dad.
 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 10:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA