Il vaccino arriva in fiale, 300 hub per la Pfizer: a Roma lo Spallanzani

Martedì 1 Dicembre 2020 di Francesco Malfetano

Un vaccino efficace al 100% nei casi gravi, un nuovo contratto per la fornitura di ulteriori 400 milioni di dosi in Unione Europea e l'Italia che, da domani, avrà un suo piano per le immunizzazioni antiCovid con 300 hub distribuiti su tutta la Penisola per gestire stoccaggio e somministrazioni del siero Pfizer. In pratica, il cerchio sui vaccini si sta finalmente stringendo, un po' a tutti i livelli.

Il primo sprint parte dagli Stati Uniti, con l'azienda Moderna che ieri ha annunciato gli incoraggianti risultati dei test di fase 3 condotti su 196 casi: il suo siero mRNA-1273 ha un'efficacia contro il Covid pari al 94,1%, che però sale al 100%. Una buona notizia che fa il paio con l'annuncio dello stesso colosso farmaceutico Usa di aver avviato le pratiche negli Stati Uniti e in Europa per ottenere un'autorizzazione di emergenza per il vaccino e produrne un miliardo di dosi entro il 2021. Si tratta dello stesso iter di approvazione avviato una manciata di giorni fa da Pfizer-BioNTech e che dovrebbe portare entro la fine dell'anno all'approvazione dell'uso dei due sieri da parte di Ema ed Aifa. Si tratta cioè di due delle aziende che hanno già siglato un contratto di fornitura con l'Unione Europea, proprio come hanno fatto nelle scorse settimane anche AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV. A loro inoltre, proprio ieri, si è aggiunta anche la tedesca CureVac che ha siglato un accordo con Bruxelles che, in base a quanto dichiarato in fase di studio, dovrebbe portare nei magazzini Ue ulteriori 400 milioni di dosi. 

Dosi che senza ulteriori intoppi in Italia dovrebbero iniziare ad essere distribuite a partire dalla fine di gennaio. E proprio per chiarire le modalità in cui ciò avverrà e a chi verrà somministrato prima il vaccino, il ministro della Salute Roberto Speranza, mercoledì andrà prima alla Camera e poi al Senato ad illustrare il piano elaborato anche insieme al commissario per l'Emergenza Domenico Arcuri.

Al commissario è demandato l'accordo con le singole aziende farmaceutiche - ieri c'è stato un incontro con Pfizer - per definire la modalità di distribuzione dei vaccini sul territorio. In particolare per le dosi Pfizer, che necessitano di una conservazione a -75 gradi centigradi, sarà la stessa azienda a gestire la logistica. I vaccini arriveranno nelle regioni direttamente dallo stabilimento belga, trasportati all'interno di contenitori che possono tenere la temperatura fino a 25 giorni, grazie al ghiaccio secco presente al loro interno. 

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Per il momento è solo in fase embrionale invece la possibilità che il vaccino venga distribuito in polvere per poi essere diluito e somministrato. A quanto si apprende da ambienti vicini al tavolo tecnico aperto da Pfizer con il commissario Arcuri, in tal senso l'azienda sta conducendo degli esperimenti che però ancora non hanno portato a risultati soddisfacenti. Al contrario le singole Regioni hanno già comunicato ad Arcuri le 300 strutture che diverranno hub per lo smistamento e l'inoculazione del siero in fiale. Strutture che hanno già al proprio interno frigoriferi capaci di gestire le temperature richieste oppure che ne saranno dotate a breve (il Lazio ha stanziato 620 mila euro ad esempio).

Quali saranno i presidi non è ancora noto ma, garantiscono, «in gran parte si tratta di ospedali e strutture pubbliche, pochi i privati», a Roma ad esempio, «lo Spallanzani sarà capofila». Discorso differente per il vaccino di AstraZeneca su cui l'Italia ha puntato fin dall'inizio ma che impiegherà del tempo in più per essere disponibile. In quel caso la temperatura di conservazione non è un ostacolo e quindi e ci sarà un hub ogni 30mila abitanti presso medici di base e strutture sanitarie facilmente raggiungibili

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 12:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA