Sud, fuga dalla scuola:
torna l'emergenza

di Daniela De Crescenzo

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«La scuola per me è sempre stato tempo perso. Quello che mi serviva i professori non potevano certo insegnarmelo. Io, con un padre in galera, dovevo aiutare mia madre a tirare avanti e contemporaneamente dovevo guardarmi le spalle dai nemici della mia famiglia. E loro, i miei prof, delle leggi della strada ne sapevano meno di me. Perciò non mi sono nemmeno iscritto alle superiori»: Pasquale Attanasio, 19 anni e una vita combattuta per le strade del rione Traiano, è uno dei 580 mila italiani tra i 18 e i 24 anni che non ha nessuna qualifica professionale. Alla faccia della legge che obbliga a stare in classe fino a sedici anni, più mezzo milione di italiani, dopo la terza media ha chiuso la porta dell’aula ed scomparso. Sparito. Desaparecido. Qualcuno è stato rintracciato in carcere qualche anno dopo, qualcun altro è volato giù da un’impalcatura.

Molti altri sono stati sommersi dal lavoro nero. Un lavoro vero, regolare, senza uno straccio di specializzazione non lo ha trovato quasi nessuno. Eppure, Pasquale prima di chiudere con i libri era stato un alunno come tanti, di quelli che i professori definiscono «senza infamia e senza lode». Mai una bocciatura, mai una sospensione. Niente di niente. Un numero tra gli altri. Invisibile anche se a tredici anni già lavorava a nero da un barbiere per venti euro alla settimana. «Sono loro, gli invisibili, il vero problema – spiega Rossella De Feo, direttrice scolastica del comprensivo Bonghi, la scuola del rione Luttazzi – tanti hanno una frequenza irregolare, vengono giusto il necessario per non essere bocciati». E poi dopo le medie se ne perdono spesso le tracce. Lo dice l’esperienza di chi combatte ogni giorno per trovare una ragione capace di trattenerli in aula. Lo raccontano le cifre pubblicate ieri dall’Istat che mostrano un divario crescente tra i nostri studenti, specialmente quelli del Sud, e quelli degli altri Paesi europei. 

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Sabato 14 Luglio 2018, 08:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA



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1 di 1 commenti presenti
2018-07-14 12:20:38
Informatevi sui risultati del servizio militare "volontario" francese creato nel 2015 per questi giovani di famiglie e quartieri disagiati con problemi anche scolastici e ambientali oltre che spesso di bullismo. I risultati son quelli che contano altro che chiacchiere italiche. (Informatevi prima di parlare del servizio militare classico, inteso come insegnare uso delle armi e a far la guerra)

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