Formello, uccide l'ex collega e si spara: agguato di un iraniano a un connazionale

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Alessia Marani
Formello, uccide l'ex collega e si spara: l'agguato di un iraniano a un connazionale

Un'esecuzione in piena regola. È andato per ucciderlo. È arrivato intorno alle 19 all'ingresso del capannone di uffici in via di Santa Cornelia, a Formello, dove Firouz Said Ansary, 68 anni, imprenditore di origine iraniana, lavora come manager per varie società. Lo ha chiamato per nome nei corridoi al pian terreno e poi gli ha sparato alla testa a bruciapelo, davanti a un paio di testimoni. Poi il 47enne, suo connazionale, ha rivolto l'arma, una automatica, contro se stesso e ha premuto di nuovo il grilletto. Per il manager, nato a Washington, negli States, ma da anni residente in Italia, non c'è stato scampo. È morto sul colpo. Il 47enne è crollato a terra, soccorso dell'ambulanza del 118 è stato portato all'ospedale Sant'Andrea dove ieri sera è entrato in coma, in fin di vita, condizioni gravissime, i medici non erano in grado di dire se avrebbe superato la nottata.

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Sul luogo, hanno lavorato fino a tarda notte gli uomini del Reparto scientifico dell'Arma, a indagare sui motivi all'origine dell'omicidio i militari della Compagnia Cassia e del Gruppo Ostia competente territorialmente. L'ipotesi, al momento, è che tra i due ci fossero dei conti in sospeso legati a rapporti di lavori precedenti. Gli stessi due dipendenti presenti sulla scena hanno confermato l'esistenza di dissidi tra i ex colleghi. Il 47enne era stato già visto più volte da loro. La vittima risulterebbe incensurata, mentre verifiche sono in corso sul ferito.

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La vittima abitava con la compagna nella zona di Campagnano Romano, i suoi affari erano concentrati nell'ambito dell'autonoleggio, delle auto d'epoca e anche sul fronte immobiliare. A lui in particolare facevano capo le società Il Sorbo srl e Virtù srl. L'imprenditore di Campagnano era molto conosciuto come uomo d'affari a livello internazionale, immobiliarista in passato si è occupato di cessioni di quote calcio, per cui gli investigatori propendono per un regolamento di conti forse legato a questioni di debiti. Il suo carnefice arrivato a bordo di uno scooter beverly nero dopo esser entrato negli uffici, lo ha chiamato per nome gli ha detto poche parole poi ha sparato a bruciapelo al piano terra del capannone. Un colpo secco con una pistola automatica che lo ha preso alla testa. La stessa che poi ha usato contro se stesso. I due sicuramente si conoscevano e avevano avuto rapporti di lavoro, hanno raccontato i testimoni. Rapporti di lavoro forse rimasti in sospeso. «Da un po' non si faceva vivo, ma ogni tanto più volte ricompariva».
 

Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA