Casamonica e gli affari (illegali) con il Covid. «Per la gente sono più forti della polizia»

Domenica 18 Ottobre 2020 di Valentina Errante
I Casamonica e gli affari (illegali) con il Covid. Il giudice: «Per la gente sono più forti della polizia»

«Gli abitanti del quartiere hanno fatto una petizione a mia suocera, affinché cacciasse gli jugoslavi, ritenendo che avesse un potere superiore a quello della forza pubblica a cui si erano già rivolti senza ottenere risultati». Parlava così davanti al pm, nel 2018, Simona Zakova, ex moglie di Raffaele Casamonica e cognata di Christian, la donna di origine ceca che ha deciso di troncare ogni rapporto con il clan e la famiglia del marito, scegliendo di vivere con le figlie, alle quali veniva impedito di frequentare la scuola, in una struttura protetta. La suocera in questione è Gelsomiona Di Silvio e il terreno, dal quale cacciare gli jugslavi si trova in via del Torraccio. Secondo la testimone di giustizia, sarebbe un bene confiscato del quale la famiglia di sinti, però, continuava a disporre, tanto da dare in affitto la stalla che insiste sull'area.

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Il Tribunale del Riesame ha confermato la misura cautelare per Christian Casamonica, arrestato lo scorso giugno dalla polizia, insieme ad altri 19 del clan, diretto dal padre Ferruccio. E la custodia è stata confermata anche per nuova compagna di quest'ultimo, Carolina Candit. A poco è servito a Christian sostenere di essersi allontanato dalla famiglia e avere avviato le pratiche per cambiare cognome. Nelle motivazioni che confermano l'aggravante mafiosa dell'organizzazione criminale, i giudici, tornano a descrivere la violenza, la capacità intimidatoria e lo strapotere della famiglia, colpita da un'operazione dal titolo emblematico: Noi proteggiamo Roma, visto che in un'intercettazione è Guido Casamonica a dirlo: «Stanno a fa le denunce pe' fa entrà gli altri clan! Non hai capito? Perché noi proteggemo Roma! Devono fa entrà i napoletani e i calabresi che mangiano!». Dagli atti emerge come i Casamonica abbiano continuato a estorcere denaro e ad applicare tassi usurari anche in piena emergenza sanitaria.

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IL SUMMIT NEL PARCO
Romanina, Tuscolano, Morena, Anagnina e alcune zone dei Castelli romani, tra cui Grottaferrata, è estesa l'area l'area di influenza dei due capi clan, Giuseppe e Ferruccio, solo una costola della sterminata galassia dei Casamonica: nuclei familiari che agiscono autonomamente, ma sono pronti a farsi forza nei momenti di necessità «Ciascuna costola - scrive il tribunale - ha autonomia operativa ma è pronta a ricompattarsi nei momenti di difficoltà». Racconta ancora Zakova: «Quando c'è un problema, loro si riuniscono o con i familiari o con le persone di fuori. Se c'è ancora il padre, nella maggior parte dei casi è lui. Sono quelli che loro definiscono i vecchi. Si riunivano sempre in Romanina. Ci sta un parco dove si riunivano questi vecchi. Questi padri, o il primo figlio maschio, diciamo sono le teste, le decisioni le prendono loro».
ORDINI DAL CARCERE
È durante l'esecuzione delle misure cautelari che gli agenti hanno recuperato ulteriori elementi di prova. Dopo il libro mastro con tutti i nomi degli usurati ritrovato seppellita in un terreno, sono stati sequestrati gli appunti con i nomi delle vittime. «Nella prima pagina del quaderno - si legge nel documento - c'è un riferimento al Covid -19, a conferma dell'attuale operatività del sodalizio». I nomi non sono indicati per esteso ma con uno pseudonimo: «P. risulta avere versato 14.700 euro Car 25mila Pag 5mila..». È dalle lettere trovate in possesso di Carolina Candit che, rilevano i giudici, emerge come «Ferruccio Casamonica continui anche dal carcere ad impartire direttive nella gestione degli affari illeciti del clan».
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA