Carcasse di auto abbandonate,
imprenditore finisce a processo

di Nicola Sorrentino

ANGRI - Finisce a processo un imprenditore di una nota rimessa per auto di Angri: nel mirino la gestione di alcuni rifiuti e la bonifica di siti inquinati. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Stanislao Sessa, l’accusa è quella di aver eseguito o comunque consentito un’attività illecita inerente alla gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non. Nello specifico, l'uomo avrebbe trasportato illecitamente, accumulato e depositato in un’area ubicata ad Angri, in via Nazionale nei pressi della traversa Rivigliano - una porzione di fondo di circa 4mila metri quadrati – rifiuti speciali, ovvero ben 16 carcasse di veicoli arrugginiti e privi di targhe, motori fuori uso, parti meccaniche deteriorate, pneumatici usurati. I rifiuti sarebbero stati abbandonati in maniera incontrollata sul terreno, senza alcuna copertura a difesa dell’ambiente circostante ed in assenza di qualsiasi autorizzazione specifica in materia di smaltimento rifiuti. L'indagine fu condotta dal sostituto procuratore Mafalda Daria Cioncada. Il processo partirà il prossimo 15 giugno davanti al giudice Leda Rossetti. 

L’area di 4mila metri quadrati, in cui sono stati trasportati i materiali incriminati, era già stata predisposta per il sequestro, con l’ordinanza di convalida da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nocera Inferiore, Giovanna Pacifico. L’operazione di sequestro avvenne nel 2015, grazie all’operazione dei carabinieri di Angri. Già all’epoca erano state accertate le illecite condotte di trasporto, accumulo e deposito incontrollato di rifiuti speciali. In quel caso era stato ritenuto sussistente il pericolo che la libera disponibilità dell’area in capo all’indagato potesse aggravare le conseguenze delle stesse condotte illecite già accertate. Per questo motivo, vennero ritenuti opportuni i presupposti per l’adozione dei provvedimenti richiesti.
Mercoledì 11 Aprile 2018, 12:24
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