Antonio, pugnalato a morte
col coltello della macelleria

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di Pasquale Sorrentino

Un fendente letale. Violento. Dritto al cuore. Il coltello che lacera la carne, colpisce il cuore e uccide Antonio Alexander Pascuzzo.

È la prima indiscrezione che giunge dall'autopsia sul corpo del 19enne italo peruviano ucciso a Buonabitacolo venerdì sei aprile e ritrovato cadavere otto giorni dopo. Diversi colpi di coltello, uno alle spalle, uno al cuore, gli altri tra petto e pancia. Pascuzzo stramazza a terra. A questo punto Karol Lapenta, il diciottenne fermato dai carabinieri e reo confesso, probabilmente lo colpisce con un calcio al viso. Una macchia nera sul volto della vittima potrebbe rappresentare proprio questo ulteriore colpo del killer. L'autopsia tenuta dall'esperto Adamo Maiese conferma inoltre che la morte risale a venerdì 6 aprile. Ovvero la sera della scomparsa di Antonio Pascuzzo.
 

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, guidata dal capitano Davide Acquaviva, c'è un appuntamento tra i due, probabilmente fissato con degli sms, al quale Lapenta arriva armato del coltello. Pascuzzo invece arriva da casa dello zio, al quale dice che sarebbe tornato subito, il tempo di acquistare le sigarette. Il primo fendente alla spalla questo secondo l'autopsia poi quello fatale al cuore. Pascuzzo viene trascinato per circa 50 metri e poi gettato nel canale, senz'acqua, Peglio. La bicicletta della vittima, una Bmx argento, gettata da una finestra all'interno della palestra in disuso. I segni del trascinamento sono evidenti sul corpo del giovane italo peruviano. Il ragazzo è stato infatti trovato con i jeans abbassati quasi fino alle ginocchia ma ancora abbottonati, e con lividi evidenti su gambe e bacino.
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Martedì 17 Aprile 2018, 11:08 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 21:18
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