In cella a 15 anni, tenta il suicidio
tre volte: «Così lo salveremo»

di Viviana De Vita

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SALERNO - Ha 15 anni, otto procedimenti penali a suo carico e ha già tentato tre volte il suicidio in carcere. Trasferito da un istituto penitenziario minorile ad un altro, il suo destino sembrava spacciato. La possibilità di un riscatto è arrivata dal tribunale per i minori di Salerno che, accogliendo l’istanza dei suoi legali, gli avvocati Laura Fasulo ed Angelo Mangieri, lo ha sottoposto ad una perizia psichiatrica che ha accertato una personalità molto fragile. Il minore è stato così trasferito in una comunità dove potrà conseguire la licenza media e sarà seguito psicologicamente attraverso un percorso di sostegno che cercherà anche di favorire un rapporto sereno con la madre, unica figura genitoriale di riferimento del 15enne che non ha mai conosciuto il padre. 

È una storia drammatica ma che mostra la sensibilità della procura e del tribunale minorile di Salerno, quella che vede protagonista un adolescente salernitano che, cresciuto in un contesto sociale difficile e con scarse risorse economiche, ha cominciato a delinquere quando aveva soli 14 anni. Furti a ripetizione che lo fanno finire ben presto in una comunità: da lì il ragazzino fugge e torna a rubare. Rintracciato, finisce nel carcere minorile di Nisida dove pochi giorni dopo gli viene notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per spendita di monete false. Il minore non regge e tenta di togliersi la vita ingerendo del sapone liquido; due settimane più tardi ci riprova legando un lenzuolo alle inferriate della finestra del bagno. La situazione intanto diventa difficile, nel carcere di Nisida due suoi compagni di cella introducono droga e telefonini: il ragazzino denuncia gli episodi alla polizia penitenziaria e diviene in breve una presenza “scomoda”. Sono i suoi legali a chiedere e ad ottenere il trasferimento in un altro istituto. Il 15enne così finisce ad Airola e poi in una comunità a Torre Annunziata. Qui le cose sembrano migliorare e intraprende una cura farmacologica: è lo scorso agosto quando con gli altri minori della comunità trascorre una settimana di vacanza a Santa Maria di Castellabate dove la situazione precipita nuovamente. A causa di una lite con alcuni compagni l’adolescente, dopo aver rubato tutti i soldi che trova, sale a bordo del furgone in uso ai gestori della comunità e scappa.

Di lui non si hanno più notizie per oltre due settimane quando, finalmente, viene rintracciato a Buonabitacolo e, dopo un inseguimento con i carabinieri, finisce nuovamente dietro le sbarre dell’istituto minorile di Bari dove, per la terza volta, tenta il suicidio. I suoi legali chiedono il trasferimento in un istituto penitenziario più vicino a Salerno, luogo di residenza della madre, e pongono l’intera vicenda all’attenzione della Procura del tribunale per i minori di Salerno che dispone finalmente una perizia per valutare lo stato psicologico del minore. 
Giovedì 27 Dicembre 2018, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 27-12-2018 07:39
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