Ditte di pompe funebri e camorra,
Comune di Scafati revoca concessioni

Giovedì 13 Agosto 2020 di Nicola Sorrentino
SCAFATI. Sono due le revoche emesse dal Comune di Scafati nei riguardi di altrettante ditte di pompe funebri attive sul territorio. Il motivo è la presunta contiguità con il clan Matrone. Le due società, costituite entrambe come ditte individuali per l’esercizio di attività funebre e trasporto funebre sul territorio e abilitate nel 2019, sono incorse nel provvedimento di stop emesso dagli uffici comunali a seguito della richiesta di comunicazione presentata dal comune alla banca dati nazionale antimafia, la Dna, per informazioni su eventuali azioni investigative o emissione d’interdittiva da parte dell’ufficio della Prefettura. I funzionari avevano effettuato verifiche riguardo le autocertificazioni presentate dalle ditte, per aspetti relativi alla loro veridicità, con le dichiarazioni connesse e accessorie presentate dai titolari all’atto della presentazione delle istanze: la successiva presa d’atto dell’Ente scafatese ha bloccato ogni tipo di attività da parte delle due ditte, revocando le autorizzazioni concesse ai sensi della legge sulla certificazione antimafia, come previsto dai regolamenti di polizia mortuaria adottati. Sullo sfondo vi è un lungo lavoro di attività giudiziarie ed indagini approfondite durate anni, basate su elementi legati a dichiarazioni di pentiti, documentazioni sulle attività e sugli interessi economici dei clan sul territorio scafatese e zone limitrofe. Le due società sarebbero ritenute vicine a Francesco Matrone, boss dell’omonimo clan camorristico di Scafati, con le risultanze collegate al lavoro della Dia di Salerno, impegnata da anni nella ricostruzione degli affari illeciti nel settore. Le azioni di stop si ricollegano direttamente o indirettamente a quanto accertato durante l’azione inquirente dell’operazione Sarastra, culminata nello scioglimento per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata del consiglio comunale di Scafati, con la conseguente nomina, di una commissione straordinaria, fino alle nuove elezioni celebrate lo scorso anno. A riguardo, i rappresentanti delle ditte, potranno ora fare ricorso e fornire le proprie ragioni, alle autorità competenti dopo la decisione dell'Ente.  © RIPRODUZIONE RISERVATA