Massimo Giletti contro De Luca,
Sarno in tv: «Zoccola ha detto tanto»

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Petronilla Carillo
Massimo Giletti contro De Luca, Sarno in tv: «Zoccola ha detto tanto»

Michele Sarno, ospite di Non è l'arena di Massimo Giletti non lo dice ma lo fa intendere: «È evidente se un interrogatorio durato più di otto ore è stato segretato tutto è molto forte». L'interrogatorio in questione è quello di Vittorio Zoccola. «È evidente, non c'è alcuna distonia - aggiunge Sarno - questo interrogatorio va nella direzione di essere pesante». Quando poi sente la discussione tra Zoccola ed Enzo Autuori, dove si parla della telefonata fatta dall'imprenditore a Giuseppe Polverino, autista di Vincenzo De Luca, a proposito della gara da sbloccare. Sarno aggiunge: «è tutto evidente». «Un dato emerge - aggiunge Sarno - ed è il controllo del voto.

La fotografia di Salerno è questa: una ragazza ha chiesto di essere sposata da me e nella segreteria del sindaco le dicono: ma come ti fai sposare da un nemico del sindaco? Questa è Salerno». Punta su De Luca il conduttore e giornalista Giletti. Lo fa sin dalle prime battute quando, nell'annunciare l'inchiesta di Salerno, «città della Campania che affaccia sul mare», dice proprio questa inchiesta «sta toccando molto da vicino alcuni uomini del governatore De Luca». Giletti elogia poi Giuseppe Borrelli, il procuratore capo arrivato da «soli 18 mesi», e il questore Maurizio Ficarra perché «è difficile tenere segreta una inchiesta dove l'intreccio con la politica è così forte». Poi precisa: «De Luca non è indagato ma nelle carte e nelle intercettazioni si fa più volte il suo nome», prosegue, aggiungendo «sento già odore di querela». «Salerno è De Luca», prosegue Giletti prima di ricostruire tutta la storia dell'inchiesta partendo, non tanto dalla gara per la guardiania del cantiere Crescent, bensì focalizzando tutto su una cena in un ristorante, la famosa cena del 16 febbraio 2020. Cena organizzata da Zoccola. «Ras delle coop» dice per presentarlo e spiega il suo ruolo: «gestisce le coop e tratta con il sistema» è così che riesce a parlare con il governatore De Luca della famosa «proroga» della gara che è al centro dell'inchiesta. 

Una telecamera del programma insegue anche il governatore. «Ci può spiegare la frase in cui Zoccola parla di Vincenzo - dice il giornalista Carlo Marsigli - quel Vincenzo è lei secondo la procura». De Luca non risponde. «È la posizione dell'autorità giudiziaria», commenta seccato invece il sindaco Vincenzo Napoli, inseguito anche lui all'ingresso al Comune.

«Cosa c'entra con lei, candidato sindaco di centro destra, un uomo che conosce De Luca e la storia delle coop?», chiede Giletti a Michele Sarno. «È una ghiotta occasione per rispondere. Non glisso... se dicessi che vengo individuato come professionista come quando si va dal medico che si sceglie quello più adeguato sarei banale invece voglio dare una risposta più complessiva: io sono stato l'alternativa al sistema che denunciavo, da solo, dal palco: ero isolato. Come si concilia un tema etico e professionale? Zoccola è stato sentito e ha reso interrogatorio fiume di otto ore e sicuramente verrà sentito di nuovo».

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Tra gli intervistati anche Giuseppe Ventura, uno dei consiglieri che con Roberto Celano ha denunciato tutto in consiglio prima, in procura poi. «Tutto nasce - dice - da un giro per la villa di Fratte dove venivano pagati alla coop oltre dodicimila euro solo per aprire la mattina e chiudere il parco la sera. Un cittadino mi segnalò che un lavoratore di quella coop invece di svolgere la funzione di tagliatore d'erba era al comune, presso il cerimoniale». E prosegue: «La cosa più grave - ha proseguito Ventura - è che i controlli non si facevano come dovevano, perchè erano amici. Ho denunciato al dirigente che si è girato dall'altro lato e la mia segnalazione è stata girata alla persona che ho denunciato e mi è arrivata una diffida. Ho provato a parlare con il sindaco, la risposta è stata solo quella di alzare la voce e indurmi ad andare in procura. Quando mi sono candidato, qualcuno mi ha negato il voto e mi ha detto: mi licenziano, non pensavo che il sistema fosse così radicato». Altro sempre sentito ma non indagato, Franco Picarone. Anche lui inseguito dal giornalista della Sette giustifica il suo rapporto con Zoccola come quello tra un politico che incontra un normale cittadino.

Le elezioni dovrebbero farsi ogni tre mesi, per avere un permesso una persona mi ha detto: ti faccio avere il permesso ma portarmi quindici venti voti e lo hai». Su questa intercettazione di un commerciante è invece intervenuta anche Rita Mazzotti, commerciante e candidata che non solo ha segnalato la paura dei suoi colleghi ma ha anche denunciato la scomparsa del voto suo e dei suoi genitori nella sua sezione.
 

Ultimo aggiornamento: 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA