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Vaiolo scimmie, Oms: «Emergenza sanitaria mondiale». Bassetti: «Italia tra 10 Paesi più colpiti, subito vaccinazione»

Si tratta del più alto livello di allerta dell'Organizzazione mondiale della sanità

Sabato 23 Luglio 2022
Vaiolo scimmie, Oms: «Emergenza sanitaria mondiale»

La diffusione del vaiolo delle scimmie preoccupa sempre di più l'Organizzazione mondiale della Sanità al punto che ha dichiarato l'epidemia «emergenza sanitaria globale». La decisione è stata comunicata dal direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a due giorni dalla seconda riunione del Comitato di emergenza per i regolamenti sanitari internazionali dell'Oms sul virus monkeypox. Da inizio maggio, quando è stata rilevata al di fuori dei Paesi africani dove è endemica, la malattia ha colpito quasi17mila persone in 74 Paesi, secondo il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). 

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Vaiolo delle scimmie, massimo livello di allerta

L'Europa si conferma epicentro dei contagi: 10.604 secondo l'ultimo bollettino congiunto del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc) e dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms (dati al 19 luglio). «Ho deciso di dichiarare un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale», ha affermato il direttore generale dell'Oms, precisando che il rischio nel mondo è relativamente moderato, a parte in Europa dove è alto. Ha inoltre detto che il comitato di esperti non è riuscito a raggiungere un consenso, rimanendo diviso sulla necessità di attivare il massimo livello di allerta. Alla fine, è spettato al direttore generale decidere. In 11 anni è la settima volta che l'Oms ricorre a questa scelta: la prima fu nel 2009 con la cosiddetta influenza H1N1, poi nel 2014 con la poliomielite, ancora nel 2014 e poi nel 2019 con ebola, in mezzo nel 2015 con Zika e infine ora con 2019-nCoV. In Italia, dove finora «sono stati registrati 407 casi con tendenza alla stabilizzazione», afferma il direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, «la situazione è sotto costante monitoraggio ma non si ritiene debba destare particolari allarmismi».

Rezza: «Massima attenzione ma non allarmismo»

 Il Ministero della Salute ha già predisposto, insieme alle Regioni e Province Autonome, le modalità di segnalazione dei singoli casi. In provincia di Cremona sono state riscontrate oggi due infezioni attestate dall'Ats Val Padana: uno dei due contagiati è già guarito, l'altro è ancora sottoposto a terapia specifica ma sta bene. «Non è una malattia eccessivamente pericolosa, però i numeri sono importanti nel senso che non è un fenomeno, cioè non c'era questa malattia - afferma Carlo Signorelli, docente di Igiene e salute Pubblica dell'Istituto San Raffaele di Milano - L'Oms ragiona con una logica di attivare i sistemi di sorveglianza in modo da non farsi cogliere impreparata da qualche variante. Una malattia nuova o comunque che si diffonde dove non c'era, deve sempre indurre le autorità sanitarie a una grande attenzione, l'Oms parla al mondo, a tutti Paesi e questo è un fenomeno da seguire». Intanto l'Unione Europea si è assicurata altre 54.530 dosi del vaccino contro il vaiolo delle scimmie, portando a 163.620 il numero totale di dosi acquistate per gli Stati membri, ha reso noto la Commissione giorni fa, aggiungendo che le consegne dei vaccini «continueranno a essere effettuate nelle prossime settimane e mesi e per tutto il resto dell'anno». Inoltre il comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea del farmaco ha raccomandato di estendere l'indicazione del vaccino contro il vaiolo Imvanex anche per includere l'uso per la protezione degli adulti dal vaiolo delle scimmie.

La situazione in Italia

«Siamo arrivati a 15mila casi di vaiolo delle scimmie in più di 70 Paesi nel mondo, che probabilmente rappresentano la punta dell'iceberg. È verosimile pensare che siano 5-6 volte di più: siamo vicini, quindi, ai 100 mila casi reali. L'Italia rimane fra i primi 10 Paesi, con circa 400 casi. Sono numeri impressionanti». A fare il punto è Andrea Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, che sottolinea all'Adnkronos Salute: «Nessuno vuole fare allarmismo, ma occhio a sottovalutare problema. Sarebbe il caso di partire ora con un'importante campagna vaccinale, indirizzata a giovani maschi, altrimenti a settembre rischiamo di avere decine di migliaia di casi diagnosticati e altrettanti sotto traccia».

 

«Estendere il vaccino per il vaiolo umano con l'indicazione anche per vaiolo scimmie mi sembra appropriato - commenta Bassetti, all'indomani del via libera dell'Agenzia europea del farmaco - è evidente che servirebbe un vaccino più specifico, ma in questo momento può andare bene allargare l'indicazione». «Forse il nome vaiolo delle scimmie ci fa pensare a qualcosa di lontano da noi - riflette l'infettivologo - sarebbe più il caso di dire che è il vaiolo della pelle, visto che dà tipicamente lesioni della cute. All'inizio il problema è stato sottovalutato, in Italia ma anche a livello internazionale, e nel giro di poco più 2 mesi si è arrivati a un numero impressionante di casi, non ce n'erano mai stati così tanti prima».

I numeri

Numeri «impressionanti - rimarca Bassetti - anche perché questa malattia non colpisce tutta la popolazione, ma una fascia molto ristretta: giovani, prettamente maschi, che si contagiano attraverso rapporti omo/bisessuali e più raramente eterosessuali. A queste persone andrebbe indirizzata molto rapidamente una campagna di vaccinazione, il vaiolo delle scimmie è una malattia tutt'altro che semplice. Non pensiamo solo ai decessi, queste lesioni sono altamente invalidanti e non sappiamo cosa succederà quando la malattia continuerà a crescere e colpirà persone immunodepresse, sieropositivi. Quindi occhio a sottovalutare il problema. Nessuno vuole fare allarmismo ma, ripeto, ormai il vaiolo delle scimmie è una infezione endemica nel mondo».

 

Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA