Variante Delta, boom di casi (tra i non vaccinati) in Gran Bretagna ma pochi morti e ricoveri. Cosa rischia l'Italia?

Martedì 22 Giugno 2021
Variante Delta, boom di casi (tra i non vaccinati) in Gran Bretagna ma pochi morti e ricoveri. Cosa rischia l'Italia?

Sono incoraggianti i dati che arrivano dal Regno Unito nonostante il rimbalzo dei contagi dovuto alla presenza della variante Delta. A dichiararlo è il ministro della Sanità inglese, Matt Hancock, aggiungendo che da qualche giorno il trend sta calando e che il numero dei ricoveri in ospedale segue una progressione meno veloce. Il ministro ha anche aggiunto che il numero dei morti resta in media molto basso ma invita ugualmente alla prudenza: «Dobbiamo rimanere vigili e osservare i dati in particolare dalla prossima settimana», ha puntualizzato Hancock. «La variante delta ci preoccupa. È molto più contagiosa. E diventerà dominante: è solo una questione di tempo». Ha detto la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Berlino con Angela Merkel. La presidente ha però sottolineato che il vaccino protegge e aiuta ad avere decorsi della Covid più lievi e che le generazioni più anziane sono ormai protette.

 

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Variante Delta: i vaccini hanno giocato un ruolo fondamentale

L'accelerazione dei vaccini si stia rivelando fondamentale contro questa mutazione del Covid: nel Regno Unito finora sono state somministrate circa 75 milioni di dosi vaccinali e il 60% dell'intera popolazione adulta interamente vaccinata, mentre l'82% della popolazione ha ricevuto almeno una dose. Le ultime elaborazioni del servizio sanitario nazionale britannico indicano ora un efficacia del 75% dei vaccini sia Pfizer sia AstraZeneca dopo una dose sulla riduzione del rischio di ricovero ospedaliero delle persone contagiate, questa è un'ulteriore indicazione confortante rispetto ai dati di studi precedenti che prospettavano un minore impatto dei vaccini sul nuovo ceppo proveniente dall'India.

 

 

 

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Chi è colpito dalla variante delta?

Il nuovo ceppo costituisce il 96% dei casi attuali e circola principalmente tra i giovani compresi nella fascia di età tra i 10 e i 29 anni. Circa il 70% delle persone contagiate dalla variante non sono vaccinate e solo il 5% dei casi hanno riguardato gli over 60 anni. Mentre i ricoveri sono cresciuti lentamente e hanno coinvolto nello specifico persone giovani comprese tra i 25 e i 44 anni. Nella giornata di oggi si sono registrati circa 11mila nuovi contagi ma bisogna anche tenere conto dell'elevato numero di tamponi che vengono effettuati nel Regno Unito che ammontano a più di 1 milione mentre i morti sono 27.

 

 

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Colpiti i giovani non vaccinati

La variante Delta si è diffusa in Gran Gretagna soprattutto tramite i giovani non ancora vaccinati. A indicarlo è anche la ricerca coordinata dall'Imperial College di Londra e online sul sito MedRxiv, che accoglie le ricerche non ancora sottoposte all'esame della comunità scientifica. Coordinata da Steven Riley, della Scuola di Sanità pubblica dell'Imperial College, la ricerca ha rilevato un aumento nella prevalenza dei casi di infezione da SarsCoV2 fra il 7 maggio e il 7 giugno 2021 del 50% rispetto al mese precedente. Su questa base, i ricercatori hanno stimato un tempo di raddoppio di 11 giorni con un indice di contagio Rt di 1,44. «Questo periodo di rapido aumento dei casi coincide con quello in cui la variante Delta è diventata dominante in Inghilterra» e «osserviamo che la crescita è stata trainata dai gruppi di età più giovani, con tassi di positività rilevati nei tamponi cinque volte più alti nei bambini da 5 a 12 anni e nei giovani adulti da 18 a 24 anni rispetto alle persone di 65 anni e più». Il tasso è risultato due volte e mezzo maggiore rispetto a chi ha fra 50 e 60 anni. Sono dati, osservano i ricercatori, che suggeriscono come la recente estensione del programma di vaccinazione ai giovani di oltre 18 anni in Gran Bretagna «dovrebbe aiutare a ridurre sostanzialmente la diffusione dell'epidemia».

 

 

Rischiamo una quarta ondata qui in Italia?

Esiste il rischio di vedere una quarta ondata di Covid in Italia, ma avrà impatti minori e limitati dalla presenza del vaccino. Qualche giorno fa ne ha parlato il virologo Fabrizio Pregliasco per il quale potrebbe esserci e se avverrà sarà intorno alla fine del'estate: «Rispetto allo scorso anno abbiamo inoltre un’arma in più, i vaccini. Tuttavia temo che potremo andare incontro a una situazione simile a quella che sta vivendo la Gran Bretagna». Le dichiarazioni di Pregliasco però si rivelano tutt'altro che pessimistiche: «Il fatto che la variante Delta si stia diffondendo anche in Italia in un periodo climatico favorevole sarà però per noi un vantaggio perché correrà più lentamente». Infine Pregliasco si guarda bene dal parlare di ondata, definendo un ipotetico aumento di contagi come «un picco di risalita di infezioni lievi o asintomatiche che non porterà però al pesante incremento di ricoveri e decessi che abbiamo già vissuto perché il vaccino funziona anche con la variante delta».

 

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La Scozia rinvia le riaperture

In Inghilterra l'accelerazione dei casi prodotta dalla variante Delta si è al momento assestata attorno al 30% a settimana, mentre in Scozia ha toccato il 40%: tanto da indurre la first minister del governo locale, Nicola Sturgeon, a formalizzare oggi il già preannunciato allineamento alle decisioni prese per il territorio inglese dal governo centrale di Boris Johnson sul rinvio della prossima tappa di alleggerimento delle restrizioni residue del lockdown anche nella nazione del nord del Regno dalla fine di giugno a non prima della seconda metà di luglio.

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA