Riparte Lsdm, a Paestum la cucina del futuro

Martedì 1 Ottobre 2019 di Emanuela Sorrentino
Cuochi senza giacche e padelle che discutono sul futuro, con un occhio sempre attento ai prodotti utilizzati in cucina e ai temi della sostenibilità. Ha preso il via al Savoy Beach Hotel di Paestum la dodicesima edizione di Lsdm. Tra oggi e domani, mercoledì 2 ottobre, saranno 34 tra chef, maestri pizzaioli, pasticcieri, maître che si alterneranno sul palco per discutere di temi etici e futuro della cucina: questa la traccia lanciata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e curatori di quello che ormai è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario degli eventi enogastronomici internazionali. Il via con lo chef Ernesto Iaccarino che ha sottolineato (tra gli altri argomenti trattati in un interessante dialogo con lo scrittore Pino Aprile tra cultura e colture) “quanto la ricchezza del territorio campano, il vero nostro “petrolio”, siano i prodotti della terra, dei quali siamo capaci di dare una esatta provenienza, e con essi quelli realizzati da imprenditori lungimiranti. Un caso su tutti quello della nostra pasta che compete con colossi mondiali”.

A condurre la masterclass sulla pasta proprio l'imprenditore Giuseppe Di Martino, che si è soffermato sulla storia della pasta di Gragnano Igp, focalizzando l'attenzione sulla tradizione ma anche sulla contemporaneità, tra grani, metodi di cottura, formati e valorizzaizone del prodotto. 

Poi gli interventi di Mauro Uliassi e Moreno Cedroni, quest'ultimo a proposito di futuro ha raccontato del suo “tunnel”, un vero e proprio laboratorio-centro di sperimentazione del prodotto in cui sono entrati “strumenti” del campo chimico e farmaceutico: liofilizzatori dove ad esempio inserire la mozzarella per disidratarla, distillizzatori per realizzare un “succo” di caprese (acqua al pomodoro e basilico in cui far reidratare dopo la mozzarella), e ancora apparecchiature ad infrarossi e quanto altro. E poi gli ingredienti: nel tunnel di Cedroni ogni anno ne entrano tre nuovi. E poi sarebbe bello far accedere anche i giovani studenti, perché no anche di chimica. La cucina è anche questo, commistione di generi”.

Futuro, ma anche spinta verso la valorizzazione del passato. “Riteniamo di aver messo a punto un programma di altissimo profilo, visto il valore delle tematiche e l’importanza dei protagonisti sul palco – concludono Barbara Guerra e Albert Sapere – al quale abbiamo voluto aggiungere un significativo plus. Quest’anno l’accredito non è libero ma vincolato a una donazione di 50 euro per le due giornate. Donazione effettuata direttamente sul conto corrente del Parco Archeologico di Paestum, nell’ottica di una collaborazione sempre più stringente tra mondo della cultura e quello del cibo”. A dare il benvenuto agli ospiti, infatti, è stato proprio Gabriel Zuchtriegel (in foto con Albert Sapere), direttore del Parco Archeologico che sottolineando l’importanza della cucina come unione tra i popoli ha ringraziato gli accreditati, gli organizzatori e gli imprenditori del territorio che sostengono i progetti nell’area archeologica. Ultimo aggiornamento: 23:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA