Scuola, caos orari per le lezioni in tre istituti su quattro. Manca anche il 20 per cento dei supplenti

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Lorena Loiacono
Scuol, caos orari per le lezioni in tre istituti su quattro. Manca anche il 20 per cento dei supplenti

E’ uscito l’orario? Non ancora. E’ questa la domanda che, con un tam tam infinito, sta tenendo banco in queste ore tra le famiglie italiane. Lunedì si torna in classe: mancano appena due giorni, fine settimana escluso, ma gli orari in molti istituti ancora non ci sono. Almeno una scuola superiore su 4 non ha dato comunicazioni alle famiglie. Soprattutto nelle grandi città dove le scuole, alle prese con turni e orari scaglionati, devono organizzarsi ma non hanno gli strumenti per farlo. E i genitori aspettano, anche perché dagli orari scolastici parte un effetto a catena che arriva dritto alla gestione famigliare.

 

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Scuola, caos orari per le lezioni in tre istituti su quattro

Quest’anno i ragazzi saranno tutti in presenza, quindi l’unica certezza per ora è che tutti i giorni si andrà a scuola. Ma dovranno necessariamente essere divisi nell’orario di ingresso: lo scorso anno tutte le province si erano adeguate al doppio turno 8-10, con le classi delle 10 che si ritrovavano ad uscire alle 15 o alle 16. Quest’anno, anche dopo i disagi di un anno fa, non c’è una linea comune anche perché non tutti i territori hanno bisogno di scaglionamenti tanto accentuati. Si resta però in attesa di sapere come si entrerà in classe lunedì mattina. Un ritardo causato da diversi motivi, dalla mancanza di supplenti per errori nei punteggi o perché rinunciano al posto fino alla mancanza di indicazioni a livello territoriale.

 

 

 

NELLA CAPITALE

A Roma le scuole superiori aspettano il via libera dalla circolare dell’ufficio scolastico sull’avvio delle lezioni, concordato al tavolo prefettizio dove devono mettersi d’accordo diversi mondi: la scuola, il trasporto pubblico e la sicurezza. «Sappiamo che gli orari di ingresso devono essere alle 8 per il 60% degli studenti e alle 9,40 per il 40% ma non ufficializziamo finché non arriva la circolare – spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma – dovrebbe arrivare a breve, anche oggi, ma intanto non possiamo partire con le comunicazioni e così le famiglie aspettano fino all’ultimo minuto. Siamo sempre costretti a muoverci tra i disagi, provocati dai problemi dei mezzi pubblici o del controllo del Green pass, da risolvere all’ultimo momento. Praticamente stiamo diventando tutti centometristi alla Jacobs – ironizza Rusconi - sperando di riuscire a vincere le Olimpiadi della scuola».

 

 

ERRORI

Anche a Milano la situazione di stallo è la stessa ma il problema non riguarda i tavoli prefettizi, da cui sono arrivate tutte le indicazioni, ma la carenza di personale che non permette di fatto l’organizzazione oraria delle scuole. Un problema molto diffuso, a livello nazionale, e già vissuto lo scorso anno quando le Gps, le graduatorie provinciali dei supplenti, avevano infiniti errori da rettificare e nel frattempo si registravano tantissime rinunce tra chi era convocato. Si andò avanti per mesi. Quest’anno, con le procedure già avviate per tempo dal ministero dell’Istruzione, il problema si sta comunque riproponendo: «Almeno una scuola su 4 – spiega Matteo Loria, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi della Lombardia - non può comunicare gli orari alle famiglie e agli studenti perché è alle prese con la mancanza di docenti da inserire negli orari. Assistiamo purtroppo a tante rinunce». Loria è dirigente all’istituto Caramuel Roncalli di Pavia e la sua esperienza diretta è decisamente esplicativa: «Nella mia scuola mancavano 70 docenti e ne sono stati nominati 48: ero ovviamente contento ed ho subito pubblicato l’orario ma poi ho scoperto che hanno rinunciato al posto ben 20 persone e ho dovuto ritirarlo. Ora siamo in grossa difficoltà, praticamente ne manca quasi uno su due. Anche sul sostegno e questo non fa che aggravare la situazione».

 

 

CONTRATTI ANNUALI

Eppure si tratta di contratti annuali, fino al 31 agosto quindi per un precario della scuola è il contratto più ambito. Quando c’è una rinuncia bisogna procedere con nuove chiamate e il tempo passa. Anche perché nelle Gps ci sono ancora molti errori legati all’algoritmo: per la Cisl manca almeno una supplenza su 5 a livello nazionale con picchi più alti nelle zone dove le graduatorie sono state ritirate per correggere i punteggi. «Sono decine di migliaia le supplenze dei docenti ancora da fare per via degli errori delle graduatorie provinciali – denuncia il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico – accade a Roma e in tante altre province ancora al palo. Un’operazione molto difficile da centrare nei pochi giorni che mancano all’inizio delle lezioni nella maggior parte delle regioni. Ancora di più perché la procedura è stata affidata a un sistema informatico, il cosiddetto algoritmo, che in alcuni casi ha presentato degli errori». 

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA