Ilaria D'Amico parla di aborto a Verissimo: «Mia madre non mi voleva. Buffon aveva bisogno di essere amato»

Sabato 7 Dicembre 2019 di Silvia Natella
Ilaria D'Amico parla di aborto a Verissimo: «Mia madre non mi voleva. Buffon aveva bisogno di essere amato»

Ilaria D'Amico racconta a Verissimo - da Silvia Toffanin - la sua vita, l'amore per Gigi Buffon e la carriera in televisione. Confessa di aver rischiato di non venire al mondo, di essere stata privata della figura paterna e di aver sofferto quando si è separata dal papà del suo primo figlio. Oggi ha raggiunto un equilibrio, ha costruito una famiglia allargata, ma è difficile dimenticare le difficoltà che ha dovuto affrontare quando ha incontrato Buffon. Molti sono ancora in Italia i pregiudizi sulle donne.

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D'Amico è nata e cresciuta in un mondo tutto al femminile, sebbene abbia avuto nel patrigno un forte punto di riferimento maschile. Sua madre, però, voleva abortire: «Io sono qui perché mia mamma, che veniva da un rapporto matrimoniale molto conflittuale, non voleva un secondo figlio. Aveva mia sorella che aveva già 11 anni. Quando morì mio nonno ci fu un unico momento di avvicinamento coniugale e nacqui io. Mia madre non voleva mettersi di nuovo in quelle condizioni, erano tempi diversi, voleva conquistare la sua indipendenza e ha pensato di abortire». Fu a quel punto che il ritardo di un medico convinse la mamma a portare avanti la gravidanza.

Nel 2010 è diventata mamma lei stessa, uno stato che l'ha portata inevitabilmente a scelte e rinunce: «Diventare mamma è una catarsi, non si è più quelli di prima. Quando penso alla vita che avevo mi chiedo come facessi a sentirmi piena. Lo portavo con me dovunque fino a quando ho capito che era inutile farlo girare così tanto. Ho scelto di tornare a Milano e di stare con mio figlio Pietro, ma ho sentito la mancanza del programma che avevo creato "Exit"».

La storia d'amore con l'ex Rocco è terminata poco dopo la nascita di Pietro: «Il nostro diventare genitori era per noi l'approdo di un amore, che aveva cose bellissime ma difficoltà quotidiane. Io e lui abbiamo lottato tanto, abbiamo fatto terapia di coppia. Siamo adatti a essere compagni amici non compagni nel matrimonio. Lo abbiamo capito vivendo».  

Con Buffon è stato un incontro di anime decise a condividere: «Gigi è arrivato in un momento in cui eravamo nella stessa situazione emotiva. Eravamo reduci da grandi sofferenze nella nostra vita di relazione che non avremmo mai voluto. Ci eravamo chiusi in una profonda tristezza e senso di colpa. Ci siamo incontrati a un evento di beneficenza e siamo stati a parlare tre o quattro ore. Avevamo bisogno di raccontarci... La vita ti insegna che le cose non sono mai impossibili. Neanche io mi aspettavo di fidanzarmi con un calciatore. Ero terribilmente stupida e piena di stereotipi. Gigi è una persona trasparente con un cuore grande come questo studio, mi ha riempito d'amore e aveva bisogno di essere amato e capito. Non perché i compagni che avevamo prima non ci capissero, ma nelle coppie succede che ci si incastri o meno».

Rendere ufficiale questo amore, tuttavia, non è stato semplice: «La nostra era diventata come l'unica separazione in Italia e invece siamo l'ennesima coppia a cui accade questo. Ci siamo riconosciuti e trovati, speriamo per sempre. In Italia nell'immaginario collettivo c'è sempre l'idea di una rovinafamiglie. C'è sempre questa idea che noi donne arriviamo e strappiamo l'uomo a qualcuno con malizia e malignità. Hai mai sentito uomini di facili costumi? Nel nostro caso ci siamo isolati, non volevamo sapere nulla di quello che scrivevano i giornali. Le prime foto in barca sono uscite dopo che abbiamo fatto di tutto per non farle uscire. Eravamo su un'isola sperduta e invece avevamo una 'talpa' tra gli amici evidentemente. Poi è arrivato Leopoldo e una famiglia allargata di cui siamo fierissimi». 

La conduttrice sportiva ammette di desiderare l'arrivo di una bambina e sottolinea che Gigi le chiede di sposarlo molto spesso senza una reale proposta. Infine, lancia un appello al pubblico per sostenere una causa di volontariato a cui tiene molto e che ha al centro proprio i bambini, quelli prematuri: «Vi chiedo di donare al 45580 fino a domani. Si tratta di un progetto concreto per illuminare gli occhi dei bambini e dei loro genitori». 

Ultimo aggiornamento: 18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA