Tony, rapper transgender della Sanità: «Un brano dedicato a Ciro e Maria Paola per dire no ai pregiudizi»

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Paola Marano

«Ho scritto un singolo ispirato alla mia storia che non avevo intenzione di pubblicare perché avevo un po’ timore della reazione mediatica. Dopo quello che è successo a Ciro ho deciso di volere un riscatto, di pubblicare questo brano e di non vergognarmi per quello che sono, e soprattutto di dedicare questa canzone proprio a Ciro e Maria Paola». A parlare è Tony Nicolella, in arte Tony King, 21enne rapper napoletano e ragazzo transgender del rione Sanità di Napoli.

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A più di un mese dalla morte di Maria Paola Gaglione, la ragazza rimasta uccisa in un incidente stradale provocato dal fratello che si opponeva alla sua relazione con Ciro Migliore, Tony ha deciso di registrare un brano che fino ai tragici eventi di Caivano aveva lasciato nel cassetto per paura di essere giudicato. Il titolo del singolo, online dal prossimo novembre su Youtube, Tony non l’ha ancora scelto. Ma di una cosa è certo: dopo aver letto di Ciro e Maria Paola non poteva lasciare quel testo in un cassetto. Il rapper della Sanità, che fino a qualche anno a si faceva ancora chiamare Naomi, guarda alla storia di Ciro come a uno specchio in cui riflettersi. Perché anche se a qualche chilometro di distanza, quando sei nato in un quartiere popolare mostrarsi pubblicamente per chi si vuole essere è un scelta che apre la strada agli stessi ostacoli. Come gli insulti, gli sfottò e le minacce che Tony ha subìto dalle gente del luogo in cui è nato e cresciuto, e in cui ha mosso i primi passi della sua carriera musicale dalla tenera età di 10 anni come violinista della Sanitansamble, orchestra giovanile del rione.

«Non mi sentivo più a mio agio nel mio corpo e ho deciso di fare un cambiamento radicale dall’età di 17 anni,quando ho iniziato a tagliare i capelli e a vestirmi con indumenti maschili - racconta Tony -  percipivo di non essere nel posto giusto già da piccolo e preferivo giocare con giocattoli destinati ai bambini e non alle bambine. Purtroppo con il quartiere ho avuto un po’ di problemi, siamo molto legati alle tradizioni, e per loro è stato difficile guardarmi come Tony e non come la vecchia persona che ero». E’ per questo che in un primo momento il giovane evitava di camminare mano nella mano con una donna o di esternare gesti di affetto in piazza. Ma il peso più grande da affrontare è stato quello delle minacce ricevute dai genitori delle ragazze con cui ha intrapreso relazioni sentimentali negli ultimi anni, alcune delle quali finite per evitare di mettere in pericolo la persona amata.

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«Sono stato minacciato in varie occasioni - spiega -  Quando mi sono fidanzato la famiglia della mia ragazza non accettava la cosa, mi dicevano di lasciarla stare altrimenti sarebbe finita male. Una volta addirittura il padre di una ragazza stava venendo sotto al mio palazzo per picchiarmi, solo perché sua figlia mi amava. Mi hanno chiesto di lasciarle in pace perché io non sono un uomo e loro non cercano una persona come me».

Dalle corde di un violino al beat della muscia trap, Tony ha già all’attivo due singoli di successo, tra cui «Macarena Rmx», che in pochi mesi ha raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube.  Obiettivo del rapper è di veicolare attraverso la sua musica un unico messaggio: «Non dobbiamo più avere paura di amare e non possiamo più permetterci di essere giudicati da persone che non sanno nemmeno cosa significa l’amore - dice con fermezza - Io mi sento molto più uomo di chi giudica l’amore. Io, così come Ciro, il ragazzo di Maria Paola».

I due ragazzi hanno avuto modo nei giorni scorsi di incontrarsi e conoscersi personalmente, e da allora continuano a fare rete e scambiarsi messaggi vocali di sostegno l’uno con l’altro.

L’appello principale il rapper lo indirizza soprattutto ai genitori, a cui chiede di accettare i propri figli per quello che sono. «Viviamo in un mondo che giudica troppo, ha troppi pregiudizi, e abbiamo bisogno di essere amati ed accettati prima da loro - dice -  Mio padre l’ha presa male, all’inizio non voleva che tagliassi i capelli e vestissi con indumenti maschili, mentre mia madre mi ha detto che non poteva cacciarmi dal suo cuore, che sono suo figlio. Non stiamo diffondendo odio, vogliamo solo dare amore e ricevere amore liberamente, senza nessun vincolo». 

Ultimo aggiornamento: 16:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA