Manca la base a Domenica In, Nino D'Angelo se ne va: «Compro il Cd e ritorno»

Manca la base a Domenica In, Nino D'Angelo se ne va: «Compro il Cd e ritorno»
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di Giampiero Valenza

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Nino d'Angelo lascia il palco dell'Ariston nell'imbarazzo per una base musicale che non c'è. A Domenica In, infatti, era il momento della loro esibizione, ma parte la base sbagliata. Così, si interrompe "Un'altra luce", cantata con Livio Cori. Gelo in trasmissione, interrotta poi dalla pubblicità.


Alla ripresa c’è ancora un problema di base. Così Nino D’Angelo, con lo humor che lo contraddistingue, dice: «Continuate a fare uno spettacolo, noi andiamo a comprare un cd e cantiamo».

Si prende tempo ma niente da fare, la base non si trova. L’orchestra presente sul palco dell’Ariston intona qualche nota del “Surdato ‘nnammurato” e Nino D’Angelo continua: «Non ridere Mara, queste sono cose da piangere, non ridere». Ma la conduttrice non si dà per vinta e domanda: «Se invece di comprare il Cd mandiamo il filmato registrato, non è meglio?». Dopo poco, le parole dei due cantanti si trasformano in un gesto inequivocabile: alzano i tacchi e vanno via. «Andiamo a comprare il cd», chiosa il cantante napoletano.

La scena, però, ha un lieto fine: dopo altre esibizioni degli artisti di Sanremo a Domenica In, la base si trova. Così, D'Angelo e Cori tornano sul palco. E Mara, al termine della canzone, fa alzare in piedi tutto il teatro. Poi, la "pace": "Tu non sei solo Mara, tu sei Santa Mara", scherza Nino.
Domenica 10 Febbraio 2019, 18:42 - Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 08:28
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4 di 4 commenti presenti
2019-02-13 06:40:39
Falso ipocrita e falso modesto! Dice di essere napoletano e difendere le origini e poi vive a Roma da 20 anni. Fa il comunista e grazie a Bassolino prima e De Luca poi per mere opportunità politiche guadagna 200.000,00 euro all'anno solo dal Trianon. Non sa neanche parlare né cantare in napoletano il suo è un tipico dialetto provinciale secondiglianese che non ha nulla a che vedere con la cadenza del dialetto puro e originale che custodisce ben altre tonalità. Insomma non mi sento rappresentato da questo individuo che divide Napoli. Fa parte del peggior modo di essere napoletano. La Napoli che amo e ammiro è esattamente l'opposto di questo fenomeno da baraccone destinato a emulare Mario Merola che da interprete patetico divenne comico da 4 soldi. W Napoli! Abbasso D'angelo.
2019-02-15 10:15:22
Che strano anche Totò viveva a Roma,De Filippo anche aveva casa nella capitale,ma solo perchè è il centro nevralgico dove la cultura e lo spettacolo passa al centro della nazione.Merola è stato il precursone dei neomelodici,con la canzone piagnistea che invocava i mali di Napoli,ecco perchè i suoi film erano pallosamente pieni di camorra e violenza. D'Angelo invece ha fatto sempre in modo che i giovani napoletani potessero rispecchiare nella sua storia ed avere un futuro migliore. Poi è arrivato D'Alessio che ha riconfuso le idee con neomelodici da voltastomaco ed ora non ha più successo,tanto da dover chiedere aiuto proprio a Nino facendo uno spettacolo insieme. Poi con gomorra sono arrivati i cantanti che inneggiano alla violenza e droga e tutti ad ascoltarli.Vorrei vivere nel tempo che fu di Totò ed Eduardo dove l'analfabetismo non capiva bene il significato delle parole ma coglieva bene il sano valore dei dialoghi,anzichè oggi con l'era dello smartphone si divenatati ancora più analfabeti degli anni '20...Povera Napoli....
2019-02-11 20:34:21
Per me e un idolo , e l unico a difendere il dialetto Napoletano, infatti quando una edizione si decise di presentare le canzoni solo in italiano , nino non partecipò, vorrei che nelle scuole si studia il Napoletano , per non far scomparire la nostra storia.
2019-02-11 15:27:56
io non ho gradito questa canzone sembrava a mio parere una lagna e poi che mestiere fai? il cantante il prodotto tuo e' vendere musica un CD lo potevi avere con te anche per darlo via come regalo .....

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