Selvaggia Lucarelli e quell'episodio mai raccontato: «Ho rischiato di morire»

Mercoledì 4 Dicembre 2019
Selvaggia Lucarelli e quel ricordo mai raccontato: «Ho rischiato di morire»

Selvaggia Lucarelli rivela per la prima volta che ha rischiato di morire in un terribile incidente stradale. La blogger ha raccontato sui suoi social che il 4 dicembre del 1993, ovvero 26 anni fa, si è salvata per miracolo. Il ricordo riaffiora proprio all'inizio di questo mese ogni anno: «I primi giorni di dicembre per me sono sempre malinconici perché evocano quel giorno di tanti anni fa in cui non sono morta per un soffio. Per quel soffio che è solo fortuna e che sai di non aver meritato più di altri che non hanno neppure avuto il tempo di pensare ‘Muoio’», ha scritto.

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La 45enne si trovava sulla Roma-Civitavecchia e all’epoca aveva appena 19 anni. Si era trasferita a Roma con il fidanzato di allora Gianluca ed entrambi cercavano di guadagnare qualche soldo nel weekend lavorando nelle discoteche. «Si finiva molto tardi - spiega in un lungo post - e io avevo voglia di andare a dormire a casa dai miei a Civitavecchia per stare con loro almeno la domenica. Sentivo che col mio trasferimento a Roma li avevo feriti. Fu così che quel sabato di dicembre, intorno alle 5 del mattino, Gianluca disse ‘Ti accompagno a Civitavecchia’. La distanza era di circa 40 km, da percorrere sull'autostrada Roma-Civitavecchia. La strada era semi-deserta, io ero così stanca che mi addormentai sul sedile del passeggero. Senza cintura (25 anni fa le cinture non se le metteva quasi nessuno, pensate che scemi)».

Il personaggio televisivo descrive nei dettagli quel momento: «Ricordo solo un botto fortissimo. Poi un intenso odore d'erba bagnata. Ero sdraiata in mezzo a un campo, al buio. Non sentivo alcun dolore, solo la testa bagnata. Zuppa. Capii che avevamo fatto un incidente, intravedevo la Fiesta di Gianluca a qualche metro da me. Sentii lui che mi chiamava. Urlava il mio nome come in un telefilm mediocre. Lo chiamai forte anche io. Eravamo vivi. Continuavo a chiamarlo, piangendo. Ora sentivo male al ginocchio, non potevo alzarmi. Vidi una macchina che accostava, in autostrada», ha proseguito.

Poi arrivarono i soccorsi «Un ragazzo si avvicinò a noi con una torcia, mi sollevarono in piedi e mi accorsi che il mio ginocchio destro (la rotula) era fuori dalla sua sede naturale. Mi sentii svenire. Quel ragazzo mi disse che dovevo rimanere sveglia. Gianluca sentiva dolore a un braccio. Quando arrivò l'ambulanza vidi che eravamo usciti di strada quasi a Santa Severa, a 10 minuti da casa mia. C'era una curva, larga, Gianluca lì si era addormentato ed era andato dritto a più di 100 km orari», ha aggiunto.
 


E ancora: «Per fortuna in quel punto non c'era guardrail, la macchina era finita in una cunetta, si era ribaltata e poi era tornata dritta, nel campo. Io ero schizzata fuori dal parabrezza. La mia testa era zuppa perché era piena di sangue. Nulla di grave, 15 punti di sutura esattamente nel centro della testa. Ricordo il trauma nel vedermi con i capelli completamente rossi nel bagno dell'ospedale. Non potevo lavarli finché non fosse arrivato il momento della rimozione dei punti. Il ginocchio aveva subito una sublussazione. Tenni il gesso un mese».

«Il punto esatto in cui avrei potuto avere 19 anni per sempre l'ho guardato ogni singola volta negli anni a venire, quando sono passata per quell'autostrada. Tutti gli anni, i primi giorni di dicembre, io sento l'atmosfera di quei giorni lì, giorni che mi hanno lasciato una discreta paura della macchina, una grande indulgenza nei confronti di chi - molto giovane - è altrettanto imprudente e più sfortunato di me a 19 anni», ha quindi concluso.

Ultimo aggiornamento: 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA