Emanuele Filiberto di Savoia confessa: «Il mio Sanremo? Era scritto a tavolino, fui contattato dalla Rai»

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Emanuele Filiberto di Savoia ospite a Verissimo racconta la sua vita a Silvia Toffanin. Gli anni dell'infanzia, la sofferenza per l'esilio e infine la gioia di essere potuto tornare in Italia. Anche se ha scelto di non viverci, fa notare Silvia, visto che la sua vita si snoda tra l'America, Parigi, e il Principato di Monaco.

Tra le varie esperienze tv la conduttrice ricorsa il Festival di Sanremo ed Emanuele chiarisce: «Quel Sanremo era un po' scritto a tavolino, era un Sanremo debole nelle prestazioni delle persone e avevano bisogno di un personaggio o due che potessero fare la differenza nel bene come nel male. Ricordo del direttore di Rai 1 con un agente che mi chiese se volevo partecipare, quindi...». Quando Silvia fa notare la gravità delle dichiarazione Emanuele spiega: «Fai tv come me, sai che ci sono delle cose scritte dagli autori, dei copioni, ecco».

Poi prosegue: «Io avuto successo per "Italia amore mio" perché raccontava un vissuto, la giuria tecnica i primi giorni mi ha sbattuto fuori, poi la giuria popolare mi ha ripreso e siamo andati avanti fino alla fine. Ho vinto il secondo posto. Infatti credo che dopo quella edizione sono cambiate le regole». Poi ammette che la tv dopo un po' lo ha stancato: «Non rifarei molte cose, ho fatto tv per farmi conoscere dagli italiani dopo anni di esilio. Io non sono un presentatore, un giornalista, non voglio esserlo, sono stato un intrattenitore, ma non è quello che voglio fare. Ho fatto tutto ma sono tornato a casa, dalle mie bambine che richiedevano la mia presenza e da mia moglie con cui sto insieme da 16 anni».
Sabato 21 Settembre 2019, 19:28 - Ultimo aggiornamento: 21-09-2019 19:29
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