Buio Scandone, pressing Melillo:
«Va chiesta la wild card alla Lega»

Sabato 17 Agosto 2019 di Giovanbattista La Rosa
È bastato veder scorrere un pallone su un prato per dimenticarsi di un'estate sportiva avellinese trascorsa tra tribunali, incertezze ed autoretrocessione.

Della Scandone, ormai, non si ricorda più nessuno, eppure il sodalizio biancoverde è ancora vivo ed iscritto al campionato di B. Tutte le avversarie del prossimo torneo hanno iniziato o stanno per iniziare la stagione, mentre ad Avellino non s'intravede né l'ombra di un giocatore, né un'idea precisa su come si voglia far continuare l'attività. I telefoni del presidente e della proprietà squillano a lungo ma a vuoto, l'unico a rispondere è Nicola Alberani, ancora sotto contratto, ma incapace di dare risposte esaustive. L'incognita sul club resta. L'intenzione, almeno le manovre di quest'ultimo periodo portano in questa direzione, è attendere la fine del mese per poi o staccare definitivamente la spina, sancendo così la messa in liquidazione del club o provare un colpo di coda reperendo garanzie per la fideiussione bancaria da presentare il 2 di settembre proseguendo l'attività fin dove è possibile arrivare.
 
La proprietà appare con idee confuse o di complessa attuazione. Imprenditori interessati per davvero a rilevare il club non ce ne sono. La Sidigas continua a prendere tempo, ma il tempo è sempre più tiranno. Scandone senza più casa e con dipendenti a spasso ed in attesa di comunicazioni ufficiali, lo è Alberani, ma lo sono tutti gli altri. Dal Palazzetto è stato portato via tutto, anche i macchinari della sala medica, di proprietà del club, sono passati all'Avellino Calcio. Al fine di risollevarsi da questa situazione critica, l'ultimo rumors parla di una Sidigas intenzionata a vendere gli impianti e la rete per l'erogazione del gas, per risanare i conti, che tutto sono tranne in equilibrio. Intanto la prossima settimana la società dovrebbe comunicare anche le sue intenzioni alla Givova, la quale attende di capire se la Scandone abbia voglia di partecipare al prossimo torneo e se ci sono le condizioni per presentare un accordo di interesse per la sponsorizzazione. «Viste le ultime vicende chiedo pubblicamente a De Cesare di venire allo scoperto dichiara l'ex presidente Ciro Mellillo faccia chiarezza e sia sincero. Se non ci sono le possibilità, se non è possibile ripagare di debiti si facciano da parte lui e Mauriello. Se dovessimo arrivare al 2 di settembre in queste condizioni sarà impossibile una fideiussione. De Cesare chieda il ritiro dal campionato ed una wild card per la città di Avellino. La Scandone in 71 anni è passata attraverso varie fusioni, nonostante questi cambiamenti si è riusciti a trattenere un numero di matricola, che tuttavia vale ben poco. Non è altro che un numero, ma forse, ora, è più importante dare un futuro al basket avellinese». © RIPRODUZIONE RISERVATA