Final Eight di Champions League:
ecco perché è una formula vincente

Lunedì 24 Agosto 2020 di Massimo Caputi
Viene da sorridere pensando che dopo la finale di Champions League giocata ieri sera a Lisbona si sia conclusa la stagione calcistica, in pratica siamo già nella successiva. In Francia il campionato è già iniziato e tra tre settimane partiranno via via tutti gli altri, compresa la Serie A il 19 settembre. Calendari e consuetudini dello sport sono stati stravolti e non abbiamo la certezza che il peggio sia definitivamente alle spalle. Il calcio che si è difeso con tenacia e attenzione lottando contro le insidie del virus, vive con una certa apprensione i dati vacanzieri a dimostrazione di come basta abbassare la guardia solo di un poco, che tutto gli sforzi fatti possono essere vanificati. Al momento, non c’è motivo di immaginare rinvii o ritardi, certo se avevamo una speranza di riaprire gli stadi ai tifosi, dovremo ancora attendere. Un vero peccato perché come dimostrano le gare di Champions ed Europa League, nonostante la bellezza delle partite, senza tifosi non sono la stessa cosa. Piuttosto, se nei momenti di difficoltà si possono cogliere delle opportunità, l’idea delle Final Eight, in un’unica sede con gare secche, ha un suo affascinante ed avvincente perché. Non conviene economicamente all’Uefa e alle squadre della Champions rinunciare alla doppia sfida dei quarti e delle semifinali con squadre e piazze prestigiose, discorso differente per l’Europa League. Non sempre produce sfide di altissimo livello e con questa formula, invece, potrebbe vendere al meglio il suo prodotto, che diventa decisamente più avvincente. Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA