Stop ai campionati, la Casertana
si salva ma i nodi restano

Venerdì 8 Maggio 2020 di Riccardo Marocco
La Lega Pro ha deciso ufficialmente di dire stop ai campionati e di rinviare al prossimo Consiglio Federale la ratifica e rendere effettiva tale decisione. L'assemblea di ieri, in via telematica per le ormai note restrizioni dopo il diffondersi del virus covid19, ha recepito e finalizzato l'orientamento delle settimane precedenti ed emerso anche dalla riunione del Consiglio direttivo di Lega riunitosi nei giorni scorsi, stabilendo, così, di mettere la parola fine alla stagione 2019/2020 con ancora diversi turni ancora da disputare ma che, appunto, non vedranno il loro svolgersi, Consiglio Federale permettendo.
I PROMOSSI
Stabilite anche le squadre che nella prossima stagione giocheranno in serie cadetta, Monza, Vicenza e Reggina, cioè le squadre che al momento della sospensione dei rispettivi campionati occupavano la prima posizione in classifica. Si è molto discusso anche sulla quarta squadra da premiare, o meglio sul criterio che avrebbe consentito l'individuazione di questa squadra. A maggioranza si è stabilito di premiare il merito sportivo, cioè la media punti fatta registrare al momento dello stop dei tornei. In pole position il Carpi, squadra militante nel girone B, che ha totalizzato una media punti pari a 2,038 (53 in 26 partite) un millesimo meglio del Reggio Audace, compagine dello stesso raggruppamento a che addirittura la sopravanzava di un posto in graduatoria (e reggiani erano secondi) lo stesso Carpi. La stessa assemblea richiederà il blocco delle retrocessioni, ma anche il blocco dei ripescaggi dalla serie D, fatte salve, quelle squadre che al momento della sospensione guidavano i rispettivi gironi. Se il Consiglio Federale, quindi, che era originariamente previsto per oggi ma che nei giorni scorsi è stato rinviato a data da stabilirsi, approverà le determinazioni della Lega Pro potremmo trovarci di fronte a una serie C con ben sessantanove squadre al via, anche se è ancora tutto in divenire perché in questi giorni si è discusso su una ipotetica riforma del calcio professionistico con una serie cadetta allargata a quaranta squadre, mentre la serie C avrebbe carattere semiprofessionistico.
RESTANO I NODI ECONOMICI
Chiaramente, sarebbero tutte da individuare le compagini che beneficerebbero di questo salto di categoria «a tavolino», così come le squadre che non rientrerebbero più nel panorama professionistico del calcio nazionale. Per la Casertana, quanto deciso ieri dall'Assemblea di Lega non lascia spazio a rammarichi di sorta con una salvezza che era già ormai in tasca, mentre le speranze di una possibile clamorosa promozione attraverso il meccanismo dei play off appariva un'ipotesi che ben difficilmente avrebbe trovato un compimento concreto. Piuttosto, in attesa, ovviamente, che il tutto venga ratificato dalla Federcalcio, il club di corso Trieste potrebbe in questo momento pensare a cercare di risolvere quei problemi di carattere economico che hanno portato al mancato pagamento entro il termine del 16 marzo termini degli stipendi dei due mesi precedenti, mentre solo pochi giorni fa il patron D'Agostino ha provveduto a liquidare almeno il mese di gennaio. Le notizie trapelate nei giorni scorsi, non smentite dalla società, hanno un po' scosso l'ambiente, successivamente parzialmente rinfrancato dai confortanti segnali giunti dal fronte relativo alla costruzione del nuovo stadio Pinto il quale potrebbe rappresentare senz'altro un punto imprescindibile per favorire il definitivo salto di qualità della Casertana e di tutto il movimento calcistico di Terra di Lavoro.
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