Savoia, Ascione scrive a Spadafora:
deroga unica speranza per ripescaggio

Lunedì 13 Luglio 2020 di Raffaella Ascione
Nulla di nuovo dal fronte Giraud. Resta vivo il dialogo tra il Comune di Torre Annunziata ed alcuni imprenditori locali che avrebbero manifestato il proprio interesse ad acquisire la gestione dell’impianto in cambio della realizzazione di tutti gli interventi di adeguamento ai parametri del professionismo, ma intanto il tempo scorre senza novità di rilievo.
L’unica speranza per il Savoia (foto ufficio stampa) di guadagnare la C attraverso il ripescaggio passa dunque – ora più che mai – per la concessione di una deroga relativa proprio ai criteri strutturali. Deroga cui ad oggi la Federazione non ha accennato e che è stata invece espressamente richiesta dal sindaco della città oplontina, Vincenzo Ascione, direttamente al ministro Spadafora. 

Nella nota inviata al ministro per lo Sport, il primo cittadino ha anzitutto esaltato gli storici successi ottenuti dal club e l’inossidabile passione della tifoseria: «La società di calcio della città che mi onoro di rappresentare scrive Ascione – ha una storia ultracentenaria ed è una delle più longeve d'Italia. L'Unione Sportiva Savoia, prima Associazione Calcio Savoia, è stata fondata, infatti, nel lontano 1908, e nel 1924 ha disputato la doppia finale Scudetto con il Genoa. Inoltre, dopo aver battuto la Juve Stabia nella finale playoff dell'allora Campionato di Serie C, nella stagione 1999/2000 ha disputato il Campionato di Serie B. L'attuale stadio comunale Alfredo Giraud, dove vengono disputate le gare casalinghe della squadra, è stato completamente ristrutturato proprio nel 1999, anno della promozione in cadetteria. Da allora, le proprietà che si sono alternate e la squadra, hanno vissuto fortune alterne. Ma la passione della tifoseria, una delle più calorose ed assidue della Città Metropolitana di Napoli, è rimasta invariata a prescindere dalla categoria in cui militava la compagine calcistica».

Quindi la richiesta che consentirebbe ai bianchi di percorrere la strada del ripescaggio («Questa ipotesi, se si concretizzasse, rappresenterebbe motivo di orgoglio per la città e la società, che tornerebbe a militare in una categoria a lei più congeniale per storia e bacino d'utenza»): «Alla luce del particolare momento storico in cui ci troviamo, con la diffusione dell'epidemia da Covid-19, delle contingenze economiche che stanno affliggendo il nostro Paese e del blocco dei cantieri che di fatto ha reso impossibile l'adeguamento infrastrutturale degli impianti sportivi, sarebbe opportuno equiparare le società richiedenti il ripescaggio alla categoria superiore a quelle dichiarate d'ufficio vincitrici dei rispettivi gironi con ancora otto partire da disputare». 

In sostanza, il primo cittadino ha chiesto che «in via eccezionale, per la sola stagione sportiva 2020/2021», fossero disposta la «eliminazione del contributo straordinario e l’estensione della possibilità di richiedere e ottenere una deroga a svolgere l'attività in un impianto non ubicato nel comune in cui ha sede la società ma in altra idonea struttura, da individuarsi nella stessa regione o in una confinante con quella in cui ha sede la società». 
Questa l’unica opzione che consentirebbe al Savoia di continuare ad alimentare il sogno del ritorno tra i professionisti.
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