Napoli, ci eravamo tanto amati:
«Via tutti, non meritate la maglia»

Domenica 10 Novembre 2019 di Delia Paciello
Ci eravamo tanto amati, ma ora è tutto finito: piove sul San Paolo, e la bufera non risparmia nessuno. Nella notte di Napoli-Genoa infatti fischi e proteste anche contro i giocatori, come annunciato da qualche giorno sulla scia di quanto visto nell’allenamento a porte aperte. «Non dovete andare in ritiro, ve ne dovete andare a casa»; «Non meritate questa maglia»; «Andate via tutti»; «Cacciate le palle solo per non andare in ritiro, in campo non avete carattere»; «Siete senz’anima, ma andate a faticare», alcuni dei commenti che si aggirano sul web. Mai vista tanta rabbia da parte dei tifosi contro la squadra: i giocatori sono sempre stati venerati in città, ma i risultati e quell’ammutinamento hanno fatto cambiare idea a molti. Stadio vuoto, fischi e pochi cori di incoraggiamento. E dopo lo 0 a 0 sdegno, silenzio totale. «State spegnendo la nostra passione, vergogna», la voce che si diffonde in città.

In tanti speravano in una reazione dopo le polemiche in settimana, ma niente. Fra i più bersagliati c’è il capitano, ma stavolta neanche i più osannati e apprezzati di un tempo sono esenti da forti critiche: «Via da Napoli, il vostro tempo qui è finito»; «Abbiate il coraggio di andare via se non sapete ricambiare il nostro amore. Non è possibile che sbagliate tanto e non riuscite a segnare». Parole dure rivolte a Koulibaly, Callejon, Mertens: strappati i santini con i loro volti, persino le loro statuine a San Gregorio Armeno sono state tolte dall’esposizione. «Non meritano la nostra riconoscenza, ora basta».
 
 


Ma per una buona parte dei napoletani la colpa di tutto ciò è di Ancelotti: aumentano sempre di più coloro che chiedono la testa di re Carlo. «Quando si decide a dimettersi?»; «Via lui, suo figlio… e si portasse dietro pure Edo», «Abbiamo una rosa migliore rispetto al passato e non è capace di farla giocare»; «Ancelotti uno dei più grandi bluff della storia»; «Allegri è libero, presidente prendilo subito», si legge sui social. Sembra che davvero in pochi riescano ad apprezzare il lavoro del tecnico, attaccato su tutti i fronti. Tutto sommato è facile far passare l’allenatore come capro espiatorio: «È stata fatta una campagna acquisti adeguata per due anni, lui non sa farla rendere».

E in questo contesto di tutti contro tutti chi pare addirittura guadagnare le simpatie e l’appoggio dei tifosi è proprio il presidente: «I giocatori si sono comportati così contro chi li paga oro, vergogna»; «Presidente, manda via tutti e rifonda una squadra nuova per noi»; «Hanno mancato di rispetto a chi gli permette di guadagnare tanti soldi e a noi tifosi che siamo alla base di tutto. Siamo con Adl», commentano in tanti. Mentre le ironie sul vicepresidente impazzano: «Aurelio, ma come fai ad avere un figlio così? Fallo stare a casa»; «Ma possibile che Edo sia così poco intelligente da offendere la sua squadra in un momento così delicato?»; «Come si fa a portare rispetto a uno come Edo?»; «Presidente, prendi qualcuno con carisma in società che possa mettere pace e fare da intermediario fra le parti… E leva da mezzo tuo figlio», scrivono i napoletani sul web.

Una crisi che sembra tanto profonda da insidiare il risultato anche contro squadre sicuramente alla portata: «Ma che sta succedendo? Come si fa a non fare punti neanche quando si dominano le partite?». Qualcuno addirittura comincia a pensare male su tutto: «Non è possibile, ma vuoi vedere che questi giocatori non vogliono far entrare la palla in rete?». Ma l’impegno c’è, le occasioni si creano. Poi la mala sorte e forse il troppo nervosismo fanno il resto. Troppi errori dei singoli, di quelli che erano i pilastri portanti del Napoli; di qui le contestazioni e la rabbia dei tifosi che ormai si indirizza contro tutti: «Solo la maglia. Vendete la società e rifate tutto da capo, giocatori e allenatore nuovo»; «È la fine di un ciclo, rinnoviamo tutto».

Sicuramente un periodo storico importante per questa squadra che da anni ormai ha conquistato l’Europa con un grande cammino di crescita in Italia e in ambito internazionale. Nelle ultime stagioni non è mai stata così lontana dalla zona Champions. Però è anche vero che il campionato è lungo e tutto può succedere, mentre intanto il passaggio del girone europeo sembra essere quasi in tasca. Tutto è superare la crisi, e l’unico modo per farlo è non far vincere la negatività e ritrovare la carica: questo vale per tutto l’ambiente, anche per i tifosi.
 


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