Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Napoli, il web saluta Ghoulam:
«Un esempio, capitano nell'anima»

Lunedì 23 Maggio 2022 di Delia Paciello
Napoli, il web saluta Ghoulam: «Un esempio, capitano nell'anima»

Non sono mancate le emozioni in questa stagione. E all’ultima giornata di campionato è ora di tirare le somme. Una cosa che ormai appare chiara a molti tifosi è che quando il Napoli gioca libero dai pensiero e si diverte, vince. «Se la partita non conta segnano come e quando vogliono pure i panchinari»; «Devono crescere di mentalità, è evidente. Hanno perso punti stupidi perché non sono abituati a vincere», è il dibattito sul web. Qualcuno continua pensando anche al futuro: «I giocatori d’esperienza a questo servono, guarda il Milan con Ibra»; «Ma il presidente quando si decide a comprare giocatori che hanno vinto?». Così il 3-0 con lo Spezia si chiude la stagione al terzo posto e con ben 9 punti di vantaggio sulla quarta in classifica: «Essere così avanti alla Juventus è la nostra magra consolazione», si legge sui social.

Magra perché in effetti sono ancora tanti quelli arrabbiati che avrebbero voluto vedere qualcosa in più da parte del Napoli visto il campionato così aperto e competitivo. L’amaro in bocca resta, ma le contestazioni sono state messe a tacere dalle belle emozioni. Dopo la festa di Insigne al Maradona, le lacrime per Ghoulam capitano per un giorno, fascia meritata per il suo valore di uomo ma anche di calciatore, visto quanto ha dimostrato in campo fino a prima dei suoi sfortunati infortuni. «Non ti dimenticheremo mai»; «Io ti avrei tenuto, potresti essere ancora utile in rosa, e soprattutto per quanto dai allo spogliatoio», commentano malinconici i napoletani riversando per le piazze virtuali tutta la stima e l’affetto per uno dei migliori terzini nella storia del Napoli. 

 

Politano, Zielinski e Demme firmano il tris, e la nota di merito va al polacco: finalmente è tornato al gol, prima rete del 2022. «Ma speriamo vada via e si prenda qualcuno più costante nel rendimento», commentano in tanti quasi dimenticando le grandi caratteristiche tecniche del centrocampista a cui è stato chiesto un gran lavoro in campo. Nulla di nuovo per Matteo che invece ha quasi sempre dimostrato tanto in campo, mentre diventa bello ritrovare Demme persino in attacco grazie anche al palleggio con Petagna.

E poi un clean sheet che fa riflettere: stavolta anche con Meret e Marfella la porta è rimasta inaccessibile. «Ma Meret non dovrebbe più giocare dopo il disastro a Empoli», affondano in tanti. Ma anche qui spesso è la rabbia  a prevalere.

Rabbia che a volte si manifesta anche in maniera violenta fra i tifosi. Roba che chiaramente non ha nulla a che fare col calcio, ma solo con la delinquenza vera e propria. L’episodio del tifoso ferito al quale verranno amputate tre dita ha del vergognoso. Sdegno che riempie anche il web: «Andrebbero arrestati e le chiavi della cella buttate»; «Ci prendono in giro per la morte di Maradona, ci feriscono: che popolo di …». 

Video

Intanto il futuro, quello che riguarda il calcio, è tutto da scrivere aspettando di capire cosa succederà col mercato: il web si riempie di richieste. Così i tifosi si dimenano fra chi non deve essere ceduto e chi deve essere acquistato, perché il punto rimane sempre uno: i napoletani vogliono il terzo scudetto. E stavolta è rimasto indigesto a tutti.

Mentre Napoli gioisce a metà, la festa è a Milano che festeggia il trofeo rossonero: «Sembrava la squadra meno attrezzata e invece sono stati concentrati»; «Non meritavano», scrivono in molti, mentre qualcuno si congratula insieme a De Laurentiis

 

Ma anche nella vicina Salerno si festeggia: nonostante la sconfitta con l’Udinese, il pareggio del Cagliari col Venezia consente ai granata di restare meritatamente in Serie A. «Una società seria, che gran lavoro che ha fatto Iervolino»; «Basta alle rivalità fra squadre campane, noi del Sud dovremmo unirci. L’Udinese non aveva nulla da dire alla classifica e ha giocato col sangue agli occhi»; «Il Cagliari sembrava non voler giocare: dopo aver bazzicato in A ora per la discesa in B riceveranno un bel po’ di soldini», sono le voci per le piazze virtuali.

E così fino all’ultimo secondo c’è stato batticuore. Ma forse il calcio è bello anche per questo: la palla è rotonda è può succedere sempre di tutto. O piace pensare sia così, oltre il blasone dei club, il denaro e le dinamiche del calcio moderno che sporcano lo sport. Anche oggi le emozioni restano. Si ride, si piange, ci si incazza, qualche volta si bestemmia anche o ci si intossica tutta la settimana. Ma la passione rende l’uomo vivo, e questa stagione ha tanto da raccontare, oltre qualsiasi parola. Chi l’ha vissuta, lo sa. E aspetta con ansia la prossima.

Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA