Cattelan riparte con Epcc (in diretta): «Niente virologi, siamo diversi. X Factor? Impossibile dire se si farà»

Martedì 7 Aprile 2020 di Ilaria Ravarino
Cattelan torna in diretta con Epcc: «Niente virologi, andiamo controcorrente. X Factor? Impossibile dire se si farà»

Mascherine, guanti, presidio della Croce Bianca all'ingresso del teatro di Via Belli, a Milano. Pubblico bandito e ospiti in studio rigorosamente local, tenuti a distanza di sicurezza e monitorati temperatura e ossigeno nel sangue in entrata e in uscita. Sarà una diretta militarizzata quella con cui EPCC Live, lo storico late night show di Alessandro Cattelan prodotto da Fremantle, tornerà in onda stasera su Sky Uno e Now TV (sempre disponibile on demand), per la prima volta live dopo cinque anni di gloriosa differita.

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Una svolta che arriva dopo le fortunate dirette social di EPCC Alive, la versione web del programma responsabile tra gli altri tormentoni anche del fortunato video tutorial sul lavaggio delle mani La Frota: «Era cominciato come un gioco, quando la percezione del rischio era molto bassa racconta Cattelan. Oggi ci chiamano medici e infermieri per dirci che la cantano in corsia nei momenti di pausa, e io mi commuovo». Organizzato con «il minimo dei collegamenti in differita possibile», il nuoco EPCC sarà battezzato stasera alle 21.15 dalla presenza in studio della cantante Elodie, romana prestata a Milano, dello speaker Linus e dell'astronauta Paolo Nespoli, con la partecipazione di nove volti noti spalmati sulla griglia della video chat.

Cosa cambia con la diretta?
«Cambierà soprattutto la forma. Finora abbiamo basato il nostro intrattenimento su interventi costruiti e montati. Stavolta, invece, faremo tutto dal vivo. Ci è sempre piaciuto cambiare, ma il salto adesso è di sostanza».

Paura?
«La diretta non ci preoccupa, abbiamo tutti abbastanza ore di volo. Ma le modalità di lavoro sono cambiate, stiamo progettando il programma in videoconferenza, separati l'uno dall'altro. Non siamo abituati. È un po' alienante. Anche in studio andremo in formazione ridotta. Cercheremo di rendere le differenze un punto di forza, interagendo con chi ci guarda da casa, con chi twitta sul programma».

EPCC andava alla grande: perché cambiare?
«Infatti in principio dovevamo andare in onda con il programma normale, registrato. Poi è successo quel che è successo, la situazione è precipitata. Oggi ogni due ore cambia lo scenario, come si fa? Con la diretta ti metti al riparo dalle figuracce: non vorrei mai registrare una puntata con un tono che poi magari risulta del tutto fuori luogo».

Perché allora non rimandare la messa in onda?
«Abbiamo deciso di intervenire per alleggerire e decomprimere chi è a casa ormai da più di un mese. Non siamo gli unici a farlo, ma siamo tra i pochi che in questo momento non portino in tv scienziati, virologi o politici».

Come si fa a non parlare di medici, scienziati e virologi?
«Non è che non ci saranno. Ci saranno, ma alla nostra maniera. In televisione ci sono delle regole che funzionano, regole che ti dicono come prendere ascolti: in questo momento funziona il virologo, in altri momenti funzionava la ragazza seminuda. Noi però abbiamo sempre cercato una strada diversa da quella più battuta. Noi ragioniamo con la visione laterale».

Quindi: niente retorica?
«Ci proviamo. Dire di non fare retorica è a sua volta retorica».

Pensa che la tv stia facendo il suo dovere in questo momento?
«Credo di si. Informa e alleggerisce come può, fa compagnia. Mi fa pensare alla radio durante la guerra. O a quando a scuola sentivamo le notizie sulla Guerra del Golfo. Ho l'età per ricordarlo».

La diretta è un banco di prova per Sanremo? Come ogni anno si fa il suo nome.
«E come ogni anno, neanche quest'anno ci sono andato. Sarebbe una cosa molto bella, ma non è una mia ossessione. Non è il mio principale obiettivo nella vita. Se mai dovesse succedere ne sarei onorato. Ma non vivo per questo. Ormai è un tormentone».

X-Factor, invece, non lo molla. Si farà?
«La macchina di X-Factor non si è fermata. Ci stanno lavorando, ma è un programma più complicato di EPCC. Noi non facciamo musica ma chiacchiere. Quando hai a che fare con ragazzi che suonano, le cose sono diverse: se la situazione rimanesse quella di oggi, sarebbe impensabile fare il programma. Per fortuna dovremmo avere tempo di uscirne. Intanto si lavora tenendo in piedi il piano A, B, C e D».

Gaia Gozzi ha vinto Amici. Da voi, a X-Factor, non ce l'aveva fatta.
«Le ho scritto, sono contento per lei. È brava. Da noi era arrivata seconda, è vero, ma praticamente aveva vinto. Oltre che brava la ricordo come una ragazza molto gentile, educata e con la testa sulle spalle. Si vedeva che sarebbe andata lontano».

Quarant'anni a maggio: che effetto le fa?
«Non sono mai stato un tipo da grandi compleanni, ma non immaginavo che lo avrei passato in casa. Di sicuro per le mie figlie sarà stupendo: già mi dicono che questo è il periodo più bello della loro vita, con i genitori a casa sempre a disposizione per giocare».

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 15:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA