Cannabis coltivabile in casa:
per la Comunità Incontro
«la sentenza è sbagliata»

Venerdì 27 Dicembre 2019

«In uno scenario come quello attuale con dati allarmanti, non si può condividere una sentenza che "depenalizza" materialmente e moralmente chi fa uso
di sostanze, consente la coltivazione e produzione ad uso proprio, ma soprattutto non tiene conto delle conseguenze che l'uso e l'abuso possono provocare»: a dirlo è la Comunità Incontro di Molino Silla di Amelia che prende le distanze dalla sentenza della Cassazione sulla coltivazione domestica della
cannabis.
In un comunicato Molino Silla ribadisce «categoricamente il no corale alle droghe di qualsiasi tipo e quantità». «Si tratta di un messaggio distorto ed errato - commenta la Comunità Incontro in merito alla sentenza -, particolarmente nei
confronti delle fasce più vulnerabili, come i giovani, nei quali si evidenzia un significativo incremento nell'uso di ogni tipologia di sostanza, con particolare diffusione degli oppioidi sintetici facilmente reperibili in rete».
La nota ricorda che «l'Umbria detiene il triste primato nazionale in merito al consumo, evidenziando che una persona su dieci fa uso di droghe, con Perugia e Terni che si posizionano ai primi posti per morti di overdose». «In uno scenario attuale così complesso e articolato rispetto al passato - conclude la Comunità Incontro -, occorre un'assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, del no profit e non, al fine di concertare un lavoro di rete con l'obiettivo di produrre un reale cambiamento».
L'appello alle forze politiche e alle istituzioni è che «si possa procedere ad una vera e propria riforma del sistema e a tutti quegli interventi necessari per arginare un'emergenza sempre più dilagante».

© RIPRODUZIONE RISERVATA