Papa, crescono i contagi a Grecia e Cipro, paura per il viaggio papale, ad Atene con pass e tamponi

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa, crescono i contagi a Grecia e Cipro, paura per il viaggio papale, ad Atene con pass e tamponi

Città del Vaticano - C'è un timore che, per scaramanzia, al di là del Tevere nessuno vuole esplicitare. Riguarda la sfortunata possibilità che possa verificarsi nuovamente quello che è accaduto a settembre, durante l'ultimo viaggio papale, quando alla messa celebrata nella spianata del santuario mariano di Sastin, in Slovacchia, un cluster ha infettato preti, arcivescovi, cardinali (tra cui Bagnasco) e tre nunzi, di cui uno (Aldo Giordano) molto grave e in fin di vita poiché non aveva completato la vaccinazione.

Alla vigilia del viaggio che da domani al 6 dicembre porterà il Papa a Cipro e in Grecia si allunga l'ombra micidiale della variante Omicron mentre il tasso dei contagi galoppa. Ieri i morti in Grecia sono stati 65 e oltre 6 mila contagiati, tanto che il governo ha inasprito le misure di controllo e obbligato la vaccinazione agli over 60. Il governo cipriota, invece, ha introdotto il tampone obbligatorio per chi entra sull'isola dove Francesco celebrerà una messa (affollata) allo stadio di Nicosia con migliaia di persone. Le autorità hanno garantito un surplus di controlli tuttavia l'incognita resta aperta, soprattutto per il rischio di assembramenti.


Papa Francesco 85 anni tra due settimane ha deciso di intraprendere un viaggio lungo e simbolico in questi due paesi fortemente interessati al fenomeno migratorio. Il suo obiettivo è di portare al centro dell'attenzione internazionale il tema del Mare Nostrum, ma anche la spaccatura dolorosa dell'isola occupata dal 1974 nella parte nordorientale dalla Turchia che ne rivendica il territorio.


L'organizzazione del viaggio ha previsto diversi momenti significativi, come per esempio, la visita sull'isola greca di Lesbo, considerata una sorta di lager a cielo aperto, in cui vivono in condizioni disperate migliaia di profughi che nessuno in Europa vuole. Una cinquantina di loro dovrebbero essere trasportati in Italia (ma dopo la visita papale) per essere redistribuiti in Europa, grazie al lavoro di mediazione svolto dalla comunità di Sant'Egidio.


In tutte le fasi della visita in Grecia, accanto a Francesco, ci sarà il vescovo ortodosso Ieronymus. Una accoppiata per mostrare al mondo il rafforzamento dei rapporti ecumenici con il mondo ortodosso. Ma questo non sarà solo un viaggio ecumenico, visto che gli aspetti politici finiranno per affiorare in ogni momento. Francesco, per esempio, non resterà in silenzio sul muro tra Cipro e Cipro Nord. «La riunificazione di Cipro non sarà ignorata, è una ferita aperta, possiamo aspettarci un riferimento» ha affermato il direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni, nel consueto briefing prima del viaggio, aggiungendo che le misure anticovid saranno strettissime per tutti.

Green pass e tamponi rapidi per chi vorrà prendere parte alle celebrazioni e, stavolta, persino voli della Aegean separati per andare a Lesbo. Il Papa e il suo entourage viaggeranno su un velivolo a parte, mentre i giornalisti su un altro, il tutto offerto dalla Aegean Airlines, secondo quanto è filtrato in ambito governativo. Nel frattempo sta sollevando perplessità la scelta di Papa Francesco di cancellare il tradizionale omaggio alla Madonna in Piazza di Spagna, il giorno dell'Immacolata, per paura di contagi e poi, in parallelo, di effettuare ugualmente il viaggio in Grecia dove prevedibilmente ci saranno assembramenti, gente per strada, messe affollate con l'inevitabile pericolo della trasmissione pandemica.

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