Siccità a Napoli, cittadini-giardinieri
annaffiano le piante nel centro storico

Il botanico Paolo Signorelli innaffia il cedro libanese di largo Giusso
di Gennaro Morra

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Lucifero ha un po’ allentato la sua morsa, ma la situazione climatica a Napoli resta critica. Eccezion fatta per brevi e sporadici scrosci, in città non piove da mesi. E se d’estate questo è normale, purtroppo anche nelle stagioni in cui si sarebbero dovute registrare abbondanti precipitazioni la pioggia caduta è stata molto esigua. A farne le spese di questa prolungata siccità sono ovviamente le piante, che oltre a non ricevere l’acqua dall’alto, non possono nemmeno attingere alle riserve idriche accumulate nel terreno. E allora deve intervenire l’uomo, provvedendo ad annaffiare alberi, giardinetti e aiuole. A Napoli, soprattutto nel centro storico, parte degli spazi verdi è affidata alla cura di privati cittadini, che si preoccupano di fornire l’acqua necessaria e di richiamare l’attenzione degli esperti quando sorgono altri problemi.
 
«Sono tornato ieri dalle vacanze e stamattina, di buon ora, ero in giro per il centro in compagnia dell’amico botanico, Paolo Signorelli, per verificare lo stato di salute di alcune aree verdi della zona – racconta Pino De Stasio, consigliere della II Municipalità, da tempo impegnato nella cura del verde e del decoro urbano in quell'area –. Alcuni cittadini mi avevano segnalato dello stato di sofferenza di diverse piante, perciò io e Paolo ci siamo portati dietro una tanica di trenta litri piena d’acqua». Ovviamente, il monitoraggio non ha potuto riguardare l’intero centro storico, ma le aree visitate non presentavano grosse criticità: «Siamo stati ai giardini di Santa Chiara, poi in piazza Dante, piazza Carità, piazza della Borsa, a largo San Giovanni Pignatelli e a via San Sebastiano, ma per nostra sorpresa sia gli alberi di grosso fusto che quelli di piccolo fusto non hanno sofferto il caldo e l’arsura di queste settimane. Si può dire che in queste zone le aeree verdi godono di un buono stato di salute».
 
 
I trenta litri d’acqua invece sono serviti per innaffiare il cedro libanese di largo Giusso: «Anche quello è in ottime condizioni e qualcuno aveva già provveduto a dargli acqua poiché il terreno intorno era umido, ma l’albero è in gemmazione, un fenomeno che si verifica raramente d’estate, e Paolo ha preferito innaffiare ulteriormente le radici».

Tra l’altro, quella dei cedri di largo Giusso è una storia molto dolorosa: «Lì ce n’era uno secolare, ma quattro anni fa fu abbattuto perché malato – racconta De Stasio –. Allora ne piantammo un altro, ma lo scorso gennaio fu vandalizzato in maniera irrimediabile. A febbraio ne abbiamo piantato un terzo, che sta crescendo molto bene, curato amorevolmente dai commercianti della piazza».
 
Dunque, pare funzioni l’iniziativa dell’Amministrazione comunale di affidare gli spazi verdi alle attenzioni dei privati cittadini. «Sì, ma bisogna fare di più – incalza De Stasio –. Per esempio, è rimasta solo un’idea quella di piantare un nuovo albero per ogni bimbo che nasce in città. Ma addirittura io rilancerei e pianterei dei fiori nei giardini pubblici ogni volta che un nostro concittadino passa a miglior vita».
 
Domenica 20 Agosto 2017, 20:27 - Ultimo aggiornamento: 20-08-2017 20:27
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