Congresso internazionale biodiversità, milioni di specie a rischio: dagli squali al Drago di Komodo

Martedì 7 Settembre 2021 di Remo Sabatini
Uno squalo bianco all'esca senza amo per lo studio (immag Remo Sabatini)

I dati sono a dir poco sconfortanti. Drammatici, raccontano del declino di un pianeta, il nostro, che non sembra trovare ostacoli né fine. Dai cambiamenti climatici fino alla crisi della biodiversità, quello che sta venendo fuori dal congresso internazionale organizzato dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) che si sta tenendo in questi giorni a Marsiglia, è un quadro allarmante che dipinge un mondo sull'orlo di una crisi ambientale e animale epocali. Stando all'ultimo aggiornamento della celeberrima "red list", la lista rossa delle specie a rischio estinzione, milioni di animali e piante potrebbero scomparire nel giro di pochi anni a causa dell'innalzamento delle temperature, dei conseguenti cambiamenti climatici, dell'inquinamento e della pesca intensiva che non tiene conto dell'orologio biologico dei pesci che non riescono nemmeno a riprodursi.

A proposito di questo ultimo punto, preso in grande considerazione dai congressisti, è venuto fuori che più di un terzo degli squali, esattamente il 36% delle 536 specie, sono a rischio estinzione. Con loro, il 41% delle razze e il 9% delle specie di chimere. Tutte, o quasi, specie destinate al consumo umano, decimate da una pesca non più sostenibile da decenni che, legale o meno, prosegue nello svuotamento di mari e oceani. E sulla terraferma? Purtroppo le notizie non sono buone nemmeno lì. La più eclatante riguarda il Drago di Komodo, il lucertolone più grande del pianeta che vive solo in alcune ristrette aree dell'Indonesia che, complice la crisi climatica in atto, potrebbe arrivare a vedersi ridurre di un buon terzo il numero dei già pochissimi esemplari viventi. Un disastro di incalcolabile entità che, unito a quasi un terzo delle specie di piante selvatiche a rischio e alle altre innumerevoli specie animali in difficoltà, ha nuovamente fatto scattare l'allarme perché si agisca immediatamente per salvare il salvabile di questo pianeta così come lo conosciamo.

Come ha voluto sottolineare, tra gli altri, anche Harrison Ford, il noto attore americano che, presa la parola, alla presenza del presidente francese Macron ha detto: "Dobbiamo proteggere la nostra Natura selvatica, la nostra aria, la nostra acqua". E poi: "Non c'è più tempo. Dobbiamo agire ora. Subito. Dobbiamo fare qualcosa nell'immediato. Prima che sia troppo tardi".

Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA