Camorra, ex sindaco di Capua a processo: mai dati soldi ai clan

Giovedì 28 Ottobre 2021
Camorra, ex sindaco di Capua a processo: mai dati soldi ai clan

«Non mi sono mai occupato di appalti se non nella fase finale del mio secondo mandato per assicurarmi che le opere pubbliche avviate venissero ultimate, e non sapevo che Francesco Zagaria fosse un affiliato alla camorra, ma era un mio paziente». Si è difeso così l'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli, primario all'ospedale Cardarelli di Napoli, al processo in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Corte d'assise - in cui è imputato per concorso esterno in associazione camorristica.

Antropoli ha risposto alle domande dei suoi avvocati Mauro Iodice e Vincenzo Maiello e del pm della Dda di Napoli Maurizio Giordano nel corso di un esame protrattosi per parecchie ore. Antropoli fu arrestato nel febbraio 2019 e passò quattro mesi in carcere e tre ai domiciliari, tornando completamente libero nel successivo mese di settembre.

Per la Procura antimafia, il clan dei Casalesi avrebbe condizionato le elezioni comunali di Capua del 2016 attraverso la figura di Francesco Zagaria (anch'egli arrestato con l'ex sindaco), imprenditore edile ritenuto vicino al clan dei Casalesi, in particolare alla fazione guidata dal boss quasi omonimo Michele Zagaria (i due non sono parenti), divenuto dopo l'arresto collaboratore di giustizia e accusatore dello stesso Antropoli; per la Dda inoltre l'ex sindaco avrebbe stretto un accordo non solo con Zagaria ma anche con il clan Schiavone tramite il referente sul territorio capuano Martino Mezzero, assicurando al clan appalti durante i dieci anni, dal 2006 al 2016, in cui ha governato Capua.

Antropoli ha però contestato tutte le accuse che gli sono state mosse, spiegando che «quando ero sindaco era comunque molto impegnato in ospedale, così delegavo assessori e dirigenti, e degli appalti non mi occupavo». Con Antropoli sono imputati gli ex amministratori locali Marco Ricci e Guido Taglialatela e lo stesso Francesco Zagaria, che risponde anche di concorso nel duplice omicidio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, commesso a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003.

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