Covid, Caserta nel vortice dei contagi:
quattro morti, 430 positivi e ospedali ko

Mercoledì 28 Ottobre 2020 di Ornella Mincione

Il numero di contagiati sta mettendo a dura prova il sistema sanitario e anche i potenziamenti delle strutture messe in campo per il Covid. A sentire gli effetti più duri in questi giorni è la prima linea contro la pandemia: i centri per i prelievi e le analisi dei tamponi sono sotto pressione e questo è all'origine di ritardi e rischi per il personale e per gli utenti. Ieri altri 430.

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Registrati anche quattro decessi (due di San Felice a Cancello, uno di Arienzo e uno di Villa Literno) e il numero totale delle persone decedute legate al Coronavirus arriva a quota 83. Per fortuna però in quest'ultimo report dell'Asl pubblicato ieri c'è un dato che riguarda le guarigioni: altre 78 accertate che fanno salire il numero totale a quota 1820.

Sono dunque 6.563 i contagiati dall'inizio dell'epidemia, di cui 4.660 quelli attuali. Numeri che continuano a salire, ma che sembra interessino specialmente infetti asintomatici. Un segnale che può portare a pensare che il virus stia perdendo molto di aggressività, ma non di pericolosità per le persone vulnerabili, affette già da altre patologie. I comuni dichiarati zona rossa hanno registrato un aumento di contagi: Marcianise è a quota 303 mentre Orta di Atella a 237 positivi attuali. Poi ci sono i due centri più popolosi, Aversa con 306 cittadini infetti e Caserta con 317 positivi attuali. Da diverse settimane monitorati i comuni di Casal di Principe, ora a 202 infetti, e San Felice a Cancello con 182 residenti positivi. Anche San Cipriano d'Aversa, con 135 positivi, è sotto la lente d'ingrandimento. Fatto sta che il contagio si diffonde costantemente e ora, al contrario di diverse settimane fa, la conta si fa sull'ordine delle centinaia di persone, non più sulle decine.

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Assistere 70, 80 persone è cosa ben diversa rispetto ai 200, 300 contagiati al giorno. Per fortuna la maggioranza di essi è asintomatica. La rete attiva tra medici di Medicina generale, Prevenzione collettiva, Team Covid e 118 è sottoposta a un grande sforzo. La ricaduta di questo è una sorta di rallentamento rispetto ai servizi utili, sia al paziente positivo che al paziente che ha fatto richiesta di tampone. «Purtroppo i contagiati sono diventati molti e il lavoro è aumentato. È il motivo per cui, invece di chiamare ieri, ho chiamato oggi», dicono dal Team Covid quando effettuano la chiamata per prenotare il tampone di controllo al positivo. Anche il cittadino che richiede, con motivazione opportuna, di eseguire il tampone ora aspetta più a lungo la chiamata da parte degli uffici dell'azienda sanitaria, dato che ora il numero delle domande è nettamente più alto. Forse però è il paziente positivo in isolamento domiciliare a sentire di più un rallentamento del sistema. Un disagio per l'utente, ma non meno per il medico dei Team Covid, ovvero per le squadre degli specialisti che si muovono in tutto il territorio per assistere non soltanto i positivi al Coronavirus, ma anche i guariti che possono avere delle complicanze dovute dal mix di farmaci assunti. 

Sono queste squadre ad aver portato alla guarigione quasi tutti i positivi riscontrati dall'inizio dell'emergenza. Unità composte da medici specialisti in varie branche utili alla diagnostica e alla terapia per l'infezione Coronavirus. Squadre che devono essere potenziate senza dubbio, anche per la direzione dell'Asl casertana che ha già dato avvio alle procedure per il reclutamento di unità in supporto non soltanto dei Team Covid, ma anche delle Uopc (unità operative di Prevenzione collettiva), delle Usca (unità speciali per la continuità assistenziali) e di altri servizi indispensabili alla gestione dell'emergenza.

Ultimo aggiornamento: 13:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA