Coronavirus a Mondragone,
boom di guariti tra i residenti

Venerdì 31 Luglio 2020 di Ornella Mincione

Boom di guariti in provincia di Caserta. Per l'esattezza, sono 24 le persone uscite dal tunnel del Covid secondo il report ufficiale dell'Asl di Caserta pubblicato ieri. Ottima notizia se si considera il fatto che a questo dato si accompagna quello relativo ai zero nuovi contagi. Un bel colpo all'epidemia che, a onor del vero, in provincia di Caserta è stata comunque sempre controllata, grazie al lavoro degli operatori sanitari dei presidi ospedalieri e del nosocomio provinciale e quelli del territorio.

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Dunque, ora i positivi che attualmente sono curati e seguiti per l'infezione sono 79, contro i 103 registrati il giorno precedente (l'altro ieri). Dei 24 guariti, 22 sono del comune di Mondragone: un segnale palese che il focolaio che ha destato non poche preoccupazioni nelle ultime settimane sta arretrando. Queste 22 non sono infatti le prime guarigioni: già il giorno precedente ne erano state accertate quattro e altri si sono verificate nelle settimane precedenti. Quindi, ora, il numero totale dei guariti i tutta la provincia dall'inizio dell'emergenza è 490, su 613 infezioni di cui 45 decessi. Dati che vanno letti in considerazione della popolazione totale provinciale, il cui numero di abitanti si aggira intorno ai 950mila residenti. L'intera fotografia della situazione del contagio da coronavirus in tutto il territorio casertano è scattata attraverso la processazione di 43.623 tamponi effettuati dall'inizio dell'epidemia. Una situazione, quella casertana, che fa eccezione analizzando il quadro regionale e nazionale del contagio. Da due mesi a questa parte, infatti, grazie al rispetto rigoroso delle misure di precauzione come il distanziamento sociale e l'utilizzo delle mascherine, l'infezione non ha avuto molte possibilità di diffusione. I cinque focolai che ultimamente si sono verificati, a Mondragone, Conca della Campania, San Nicola la Strada, Castel Volturno e Villa Literno, sono divampati da persone provenienti da altre nazioni, tutte asintomatiche, che al momento dell'uscita dal proprio Paese di appartenenza con ogni probabilità non sono state sottoposte a screening o comunque non sono state controllate nel modo dovuto.
 


Fatto sta che per ora questi focolai sono stati contenuti, anche quelli, come il caso mondragonese, «difficili» per svariati motivi, primo fra tutti il non rispetto delle misure di quarantena dettate dall'autorità sanitaria. Per ora, comunque, tutti gli operatori sanitari dell'Asl così come le forze dell'ordine sono in campo per gestire e mettere sotto controllo la situazione. Insieme a loro, oltre ai medici e agli infermieri dell'ospedale Covid di Maddaloni, unico del territorio dedicato all'emergenza, restano tassello fondamentale i medici dei Team Covid, i quali hanno il compito di curare e monitorare i pazienti affetti da coronavirus presso i loro domicili o presso le strutture in cui i pazienti sono ora ospitati. Come il caso dei migranti di Villa Literno, tutti domiciliati presso una struttura alberghiera trasformata in centro di accoglienza.

Ultimo aggiornamento: 14:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA